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Gesù
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Attenzione! La scrittura del seguente incipit è frutto di lunghe e difficili discussioni: si prega di non rivoluzionarlo senza una preventiva discussione, grazie.

mwqgGesù di Nazareth (in aramaico יֵשׁוּעַ‎, Yēšūa'; in greco antico Ἰησοῦς (Iēsoûs); in latino Iesus; in arabo عيسى (ʿĪsā); Betlemme, 7 a.C.-1 a.C.cite-ref-1[Nota 1] – Gerusalemme, 26-36cite-ref-2[Nota 2]) è il fondatore e la figura centrale del cristianesimo,cite-ref-3[1] religione che lo riconosce come il Cristo e Messia (figura ancora attesa dalla tradizione ebraicacite-ref-4[2]) e come Dio fatto uomocite-ref-5[Nota 3]. Durante gli ultimi anni della sua vita, Gesù svolse l'attività di predicatore, mwwaguaritore ed esorcista in mwwqGalilea e nella mwwgprovincia romana della mwwwGiudea, in mwxaPalestina.cite-ref-6[Nota 4]cite-ref-7[Nota 5]

Gesù è un adattamento del nome mwzgaramaico יֵשׁוּעַ (mwzwYēšūa', corrispondente anche all'italiano mwaaGiosuè), che significa "mwaqYahweh è salvezza" o "Yahweh salva".cite-ref-8[3]cite-ref-9[4] Secondo la tradizione cristiana, le principali mwcgfonti testuali relative a Gesù sono i quattro mwcwvangeli canonici (mwdamwdqMatteo, mwdgMarco, mwdwLuca e mweamweqGiovanni). Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel mwegmwewNuovo Testamento, in particolare nelle mwfamwfqLettere di Paolo e nei mwfgvangeli sinottici,cite-ref-10[Nota 6] fonti che hanno trovato alcuni riscontri in ritrovamenti e studi archeologici.cite-ref-11[5] Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di mwhwricerche volte a valutare l'mwiaattendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e mwiqmiracolosi,cite-ref-12[Nota 7] sia a ricostruire il profilo del mwjgGesù storico.

I mwkavangeli narrano la mwkqnascita di Gesù da mwkgMaria vergine, la mwkwpredicazione focalizzata sull'annuncio del mwlaRegno dei Cieli e sull'amore al prossimo e realizzata con discorsi e mwlqparabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua mwlgpassione, mwlwmorte in croce, mwmarisurrezione e mwmqascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del mwmgNuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il mwmwFiglio di Dio. Le neotestamentarie mwnaLettere di Paolo esaltano il mwnqvalore salvifico della sua morte e risurrezione. Per le principali confessioni cristiane è la seconda persona della mwngTrinità, assieme al mwnwPadre e allo mwoaSpirito Santo e "mwoqvero Dio e vero uomo".cite-ref-13[Nota 8]

Dai vangeli appare come la predicazione di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo circoscritto, ma che avrebbe, secondo le fonti canoniche, raggiunto soprattutto gli strati più bassi della società. Infatti, come Gesù stesso diceva, lui preferiva rivolgersi ai peccatori piuttosto che ai giusti. Non era raro vederlo in compagnia di mwpwpubblicani e prostitute che allora erano considerati come scarti della società. La sua predicazione si concluse con la morte in mwqacroce, richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del mwqqSinedrio, ma irrogata dall'autorità di Roma su decisione finale del mwqgprefetto mwqwPonzio Pilato. Dopo la morte, i suoi seguaci ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione subendo anche persecuzioni. Gesù può comunque essere considerato una delle figure che ha esercitato maggiore influenza sulla mwracultura occidentale.

mwrgSecondo il punto di vista ebraico, Gesù è stato un mwrwpredicatore itinerante, ma non il Messia atteso; non era Figlio di Dio, non ha compiuto miracoli e, dopo la morte in croce, non è risorto né asceso al cielo. mwsaLa visione islamica della figura di Gesù lo presenta come uno dei maggiori profeti prima di mwsqMaometto; nacque verginalmente, compì dei miracoli (per volere divino), non morì, ascese al Cielo e deve tornare alla fine dei tempi quando sconfiggerà l'mwsganticristo,cite-ref-14[6] ma non poteva essere Dio, poiché quest'ultimo – secondo l'mwtwāya 3 della mwuqmwugsūra CXII –, «non ha generato, né fu generato».cite-ref-15[7]

Molti movimenti religiosi contemporanei hanno elaborato una propria interpretazione, mwwaeterodossa e anche originale, su Gesù.cite-ref-16[Nota 9]

Il mwxgcalendario gregoriano, mwxwattualmente il sistema di conteggio degli anni più diffuso al mondo,cite-ref-17[8] si basa sulla data convenzionale attribuita alla sua nascita, ossia l’mwzaanno zero, che tuttavia non esiste.cite-ref-18[9]

Contents

Nascita
Islam
Note

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Fonti testuali

Le fonti testuali relative a Gesù possono essere raggruppate in quattro tipologie:

• le mw7glettere paoline incluse nel Nuovo Testamento: scritte approssimativamente tra il 51 e il 63cite-ref-22[12] da mw8wPaolo di Tarso, che non conobbe direttamente Gesù, rappresentano i documenti noti più antichi, ma contengono pochi dati mw9abiografici sulla figura storica di Gesù. Le lettere non sono infatti finalizzate a fornire un resoconto completo di atti o insegnamenti, ma costituiscono tuttavia una testimonianza rilevante di come venisse tramandata e percepita l'esperienza gesuana nelle più antiche comunità cristiane;
• i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). I primi tre, i cosiddetti mw9gsinottici, scritti nella seconda metà del I secolo sono stati preceduti da una tradizione orale e da appunti scritti.cite-ref-23[Nota 11] Il testo di Giovanni ha invece una datazione più avanzata, tra la fine del I e l'inizio del II secolo. I quattro vangeli raccontano dettagliatamente la vita pubblica di Gesù, cioè il periodo della predicazione negli ultimi anni della sua vita, mentre sulla sua vita privata precedente forniscono informazioni piuttosto scarne. Rappresentano i principali, ma non gli unici, documenti sui quali converge il lavoro mw-wermeneutico degli storici. In epoca moderna si sono sviluppate differenti correnti di pensiero sull'attendibilità dei vangeli come resoconti storici e sulle metodologie da utilizzare per la loro analisi;
• i mw-qvangeli apocrifi. La maggior parte di essi non è considerata dagli studiosi una testimonianza del Gesù storicocite-ref-24[Nota 12] (data la composizione tarda, a partire dalla metà del mwaqiII secolo, sono al più utili per ricostruire l'ambiente religioso dei secoli successivi a Gesù),cite-ref-25[Nota 13] anche per il genere letterario mwaqcfavolistico-mwaqgleggendario che contraddistingue gran parte delle loro narrazioni.cite-ref-26[Nota 14] Di particolare interesse per gli storici si è comunque rivelato il ritrovamento del mwaq0Vangelo di Tommaso. La testimonianza degli apocrifi è variegata:

• i cosiddetti mwaravangeli dell'infanzia (quali il mwareVangelo dell'infanzia di Tommaso, da non confondersi con il testo gnostico attribuito all'apostolo, e il mwariVangelo dello pseudo-Matteo) presentano un carattere abbondantemente e gratuitamente miracolistico che sfocia spesso nel magico-fiabesco. Gesù appare come un bimbo prodigio, talvolta capriccioso e vendicativo;
• i mwarqvangeli gnostici (tra i quali il mwaruLibro segreto di Giacomo, il mwaryVangelo secondo Filippo e il Vangelo di Tommaso), contenenti prevalentemente rivelazioni private e inedite espresse in raccolte di mwarcloghia (detti), descrivono mwargGesù come una particella del divino intrappolata nella carne: il suo insegnamento mira ad abbandonare la materialità per raggiungere la salvezza;cite-ref-27[13]
• i cosiddetti mwar4vangeli della passione (ad esempio il mwar8Vangelo di Pietro e il mwasaVangelo di Nicodemo) non aggiungono molto alle descrizioni della passione contenute nei vangeli canonici, caratterizzandosi però con l'intento di discolpare Ponzio Pilato e far ricadere la colpa della morte di Gesù sulle autorità religiose e sul popolo ebreo;

• mwasifonti storiche non cristiane su Gesù. In alcune opere di autori antichi non cristiani (mwasmTacito, mwasqFlavio Giuseppe, mwasuPlinio il Giovane, mwasyLuciano di Samosata) si trovano accenni a Gesù o ai suoi seguaci. Uno dei documenti più antichi è il cosiddetto mwascmwasgTestimonium Flavianum, che diversi storicicite-ref-28[14] ritengono però oggetto di mwas0interpolazioni tardive di copisti cristiani.

Uno dei più antichi artefatti archeologici correlabili a Gesù è la cosiddetta mwas8mwataIscrizione di Nazareth. Scavi condotti negli ultimi due secoli hanno inoltre fornito riscontri archeologici relativi a mwatePonzio Pilato e ad altri personaggi citati nei vangeli (mwatiCaifa, mwatmSimone di Cirene), nonché a luoghi quali, ad esempio, la mwatqPiscina di Siloe e la mwatuPiscina di Betzaeta. È inoltre documentata la pratica della mwatycrocifissione nella mwatcGerusalemme del mwatgI secolo.cite-ref-29[Nota 15]

Nome ed epiteti di Gesù

Nei libri del Nuovo Testamento, scritti in mwauogreco ellenistico, Gesù è indicato come Ἰησοῦς (mwausIésous), che è la resa in greco del suo nome mwauwin ebraico יְהוֹשׁ֫וּעַ‎mwau0? (mwau4Yĕhošūa, contratto in mwau8Joshua) a sua volta composto da mwavain ebraico יְהֹוָה‎mwave? (Yahweh, nome proprio del Dio d'Israele) e mwaviin ebraico יָשַׁע‎mwavm? (mwavqyasha, salvezza) quindi con il significato di "Dio è la salvezza" oppure "Dio è salvezza".cite-ref-30[Nota 16] Era un nome piuttosto comune tra i mwavkgiudei dell'epoca, reso in italiano anche (in riferimento ad altre persone) come Giosué.cite-ref-31[15]

Oltre che col nome proprio, Gesù viene indicato anche con vari mwav8epiteti e mwawatitoli (l'elenco è in ordine decrescente di frequenza):

• "[il] mwawmCristo". In lingua greca [ὁ] Χριστός ([ho] mwawqCHristós), da χρίω (mwawuchrío), «ungere»: "[l']unto", "[il] consacrato" (per mezzo dell'olio d'oliva, spalmato o versato sul capo)cite-ref-32[Nota 17] a sua volta traduzione dall'mwawoebraico mwawsמָשִׁ֫יחַ‎ (mwawwmāšîăḥ ) sempre nel significato di "unto". All'epoca di Gesù, il Cristo-Messia era l'inviato di Dio atteso dal popolo ebraico, dal quale ci si aspettava in particolare il riscatto sociale e politico dalla dominazione romana.cite-ref-33[16]
• "mwaxiSignore". In greco κύριος (mwaxmKyrios), usato soprattutto negli mwaxqAtti degli Apostoli e nelle Lettere. Il titolo onorifico, nel mwaxugreco classico privo di valore religioso, è particolarmente significativo applicato a Gesù, in quanto è il termine col quale la traduzione greca dei mwaxySettanta rende il prototermine mwaxcmasoretico ebraico mwaxgיהוה‎ ("mwaxkYHWH"), cioè il nome proprio di mwaxoDio, perlomeno nelle trascrizioni a noi pervenute.
• "mwaxwFiglio dell'uomo". In greco υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου (mwax0hyios tou anthrōpou). Nella tarda tradizione ebraica l'espressione כבר אנש (mwax4kevar enash, figlio dell'uomo) aveva anche una connotazione mwax8messianico-mwayaescatologica.cite-ref-34[Nota 18]
• "Figlio di Dio". In greco υἱὸς τοῦ θεοῦ (mwayyhyios tou theou). Nell'mwaycAntico Testamento l'espressione ad esempio והוא יהיה־לי לבן (mwaygvehu yihyeh-li leven, "egli diverrà mio figlio", pronunciato da Dio e riferito all'erede della casa di Davide in II Samuele 7,14) indica una relazione stretta e indissolubile tra Dio e un uomo o una comunità umana. Nel Nuovo Testamento il titolo si riveste di un nuovo significato, indicando una filiazione vera e propria.cite-ref-35[17]
• "mway4Re". L'attributo della regalità era correlato al mway8Messia, che era considerato discendente ed erede del mwazare Davide. Gesù, pur identificandosi come Messia, non si è però attribuito le prerogative politiche che questo comportava.cite-ref-36[18]

Altri titoli sono Messia, mwazyRabbi, mwazcProfeta, mwazgSacerdote, mwazkNazoreo, mwazoNazareno, Dio, mwazsVerbo, Figlio di mwazwGiuseppe, mwaz0Emmanuele.

Inoltre, soprattutto da Giovanni, vengono applicate a Gesù espressioni mwaz8allegoriche come: mwaaaagnello, agnello di Dio, agnello immolato; mwaaeluce, luce del mwaaimondo; mwaampastore, buon pastore, pastore grande; mwaaqpane della vita, pane vivo, pane di Dio; mwaauvita, autore della vita; mwaayvite; ultimo mwaacAdamo; mwaagporta; mwaakvia; mwaaoverità.

Vita di Gesù secondo i vangeli canonici

Attenzione! Questa sezione è soltanto un riassunto.

I quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) rappresentano le uniche fonti testuali antiche che descrivono dettagliatamente la vita di Gesù, soprattutto gli ultimi anni caratterizzati dal ministero pubblico. La nascita del moderno mwaa0metodo storico-critico ha portato a esaminare criticamente i racconti evangelici, cercando di distinguerne il nucleo storico dagli aspetti leggendari e mitici.cite-ref-37[19]

Alcuni approfondimenti, in particolare relativamente a nascita, infanzia e giovinezza di Gesù, sono presenti anche nei vangeli apocrifi. Questi particolari tuttavia non sono riconosciuti dagli studiosi come storicamente fondati.

La narrazione della vita e dell'insegnamento di Gesù procede nei quattro vangeli prevalentemente in modo parallelo, soprattutto tra i primi tre (Matteo, Marco, Luca) —mwabq detti per questo "sinottici"mwabu —: un certo episodio è narrato da più vangeli, solitamente con alcune variazioni, ma sono presenti anche lacune o racconti propri di un singolo evangelista. In Giovanni mancano numerosi racconti presenti nei sinottici, mentre sono presenti svariate aggiunte proprie.

| Matteo | Marco | Luca | Giovanni | Altri testi |
|---|---|---|---|---|
| - | - | - | Prologo teologico ( 1,1-18 [ 21 ] ) | - |
| Genealogia di Gesù ( 1,1-17 [ 22 ] ) | - | Genealogia di Gesù ( 3,23-38 [ 23 ] ) | - | - |
| Annunciazione a Giuseppe ( 1,18-25 [ 24 ] ) | - | Annunciazione a Maria ( 1,26-38 [ 25 ] ) | - | - |
| Accenno alla nascita ( 1,25-2,1 [ 26 ] ) | - | Nascita ( 2,1-20 [ 27 ] ) | - | - |
| Epifania ( 2,1-12 [ 28 ] ) | - | - | - | - |
| - | - | Circoncisione e presentazione al Tempio ( 2,22-39 [ 29 ] ) | - | - |
| Fuga in Egitto e strage degli innocenti ( 2,13-23 [ 30 ] ) | - | - | - | - |
| - | - | Ritrovamento al Tempio ( 2,41-50 [ 31 ] ) | - | - |
| Battesimo e tentazioni ( 3,13-4,11 [ 32 ] ) | Battesimo e tentazioni ( 1,9-13 [ 33 ] ) | Battesimo e tentazioni ( 3,21-22;4,1-13 [ 34 ] ) | - | - |
| Ministero pubblico ( 4,12-20,34;21,18-25,46 [ 35 ] ) con alcune pericopi proprie [ Nota 19 ] | Ministero pubblico ( 1,14-10,52;11,20-13,37 [ 36 ] ) | Ministero pubblico ( 4,14-19,27;20,1-21,38 [ 37 ] ) con molte pericopi proprie [ Nota 20 ] | Ministero pubblico ( 1,35-12,50;13,31-17,26 [ 38 ] ) con moltissime pericopi proprie [ Nota 21 ] | «parole e opere, segni e prodigi» ( Romani 15,18-19 [ 39 ] ) |
| Ingresso a Gerusalemme ( 21,1-11 [ 40 ] ) | Ingresso a Gerusalemme ( 11,1-10 [ 41 ] ) | Ingresso a Gerusalemme ( 19,29-44 [ 42 ] ) | Ingresso a Gerusalemme ( 12,12-15 [ 43 ] ) | - |
| Ultima Cena e istituzione dell' Eucaristia ( 26,26-29 [ 44 ] ) | Ultima Cena e istituzione dell'Eucaristia ( 14,22-25 [ 45 ] ) | Ultima Cena e istituzione dell'Eucaristia ( 22,15-20 [ 46 ] ) | Ultima Cena e lavanda dei piedi ( 13,1-11 [ 47 ] ) | Ultima Cena e istituzione dell'Eucaristia ( 1 Corinzi 11,23-26 [ 48 ] ) |
| Processo , passione e morte ( 26,30-27,66 [ 49 ] ) | Processo, passione e morte ( 14,32-15,47 [ 50 ] ) | Processo, passione e morte ( 22,39-23,56 [ 51 ] ) | Processo, passione e morte ( 18-19 [ 52 ] ) | - |
| Risurrezione e apparizioni ( 28,9-10 [ 53 ] ) | Risurrezione e apparizioni ( 16 [ 54 ] ) | Risurrezione e apparizioni ( 24,1-49 [ 55 ] ) con la pericope propria dei discepoli di Emmaus | Risurrezione e apparizioni ( 20 [ 56 ] ) | Altri testi del Nuovo Testamento, passim [ Nota 22 ] |
| Apparizione in Galilea ( 28,16-17 [ 57 ] ) | - | - | Apparizione in Galilea ( 21 [ 58 ] ) | - |
| - | Ascensione ( 16,19 [ 59 ] ) | Ascensione ( 24,50-53 [ 60 ] ) | - | Ascensione ( Atti 1,6-11 [ 61 ] ) |

Annunciazione

Secondo il racconto del vangelo secondo Luca, una mwa18vergine di nome mwa2aMaria, promessa sposa a Giuseppe, discendente del Re Davide, ricevette a mwa2eNazaret di Galilea «al tempo di mwa2ire Erode» una visita dell'mwa2mArcangelo Gabriele, che le annunciò il concepimento di Gesù (mwa2qLc1,26-38cite-ref-84[62]).

Nel vangelo secondo Matteo, invece, il mwa2oconcepimento verginale di Maria è solo fugacemente accennato, mentre il protagonista è Giuseppe, che riceve da un angelo la rivelazione del concepimento soprannaturale di Maria (mwa2sMt1,18-25cite-ref-85[63]).

Nascita

Sia Matteo che Luca collocano la nascita di Gesù a mwa3qBetlemme, in mwa3uGiudea, «al tempo di re Erode». Mentre Matteo vi dedica un breve accenno (mwa3yMt1,25-2,1cite-ref-86[64]), Luca sviluppa la narrazione motivando il viaggio di Giuseppe e Maria da Nazaret a Betlemme con un mwa3scensimento indetto da mwa3wAugustocite-ref-87[Nota 23] mentre governava mwa4eQuirinio (mwa4iLc2,1-20cite-ref-88[65]).

L'accenno a questo "primo censimento" di Quirinio rappresenta un problema di difficile soluzione: l'unico censimento (il "secondo"?) indetto da Quirinio che ci è noto da altre fonti storiche avvenne infatti nel 6 d.C., quando Erode il Grande era già morto (4 a.C.).

Non si conosce con esattezza la mwa4kdata di nascita di Gesù. La data tradizionale del mwa4oNatale al 25 dicembre è tardiva (mwa4sIV secolo), e ancor più tarda la datazione all'anno 1 a.C., in quanto risalente al monaco mwa4wDionigi il Piccolo (mwa40VI secolo).cite-ref-89[Nota 24] Secondo la maggior parte degli studiosi contemporanei, la nascita va collocata negli ultimi anni di re Erode, attorno al 7-6 a.C.; verosimilmente l'evento può collocarsi all'epoca della centonovantaquattresima mwa5iOlimpiade, nell'anno 752 dalla mwa5mfondazione di Roma e nel quarantaduesimo anno dell'impero di Cesare Ottaviano Augusto.cite-ref-90[Nota 25]

Adorazione dei pastori

Il solo vangelo secondo Luca (mwa5w2,21-52cite-ref-91[66]) racconta l'episodio dell'mwa6eadorazione dei pastori. La notte in cui nacque Gesù, un angelo apparve ad alcuni pastori che vegliavano all'aperto sorvegliando il gregge e disse loro che a Betlemme era nato un Salvatore e lo avrebbero trovato avvolto in fasce in una mangiatoia. I pastori andarono così a visitare Gesù.

Epifania

Dopo la nascita di Gesù il solo vangelo secondo Matteo (mwa60capitolo 2cite-ref-92[67]) racconta la cosiddetta "Epifania" (dal greco mwa7iepifáneia, "manifestazione"). Alcuni magi (tradizionalmente chiamati "mwa7mRe Magi" e ritenuti in numero di tre) vennero dall'oriente a Gerusalemme, avendo visto «il suo astro» (tradizionalmente chiamato "mwa7qstella cometa"), con l'intento di portare al nuovo re annunciato dall'astro mwa7uoro, mwa7yincenso e mwa7cmirra. Seguendo l'astro, trovarono Gesù a Betlemme e gli resero omaggio.

Il re Erode, venuto a sapere di ciò, e temendo l'usurpazione del trono, ordinò l'uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni (fu la cosiddetta strage degli innocenti). Giuseppe però, avvertito in sogno da un angelo, fuggì in Egitto con Gesù e Maria.

Morto Erode (4 a.C.), i tre ritornarono nella terra d'Israele e si stabilirono a Nazaret.

Infanzia

Il vangelo secondo Luca tralascia il racconto dell'Epifania e della successiva fuga in Egitto e riporta altri episodi non presenti nel Vangelo secondo Matteo. Dopo aver brevemente accennato alla circoncisione di Gesù, si sofferma su due episodi:

• la presentazione di Gesù al mwa8atempio di Gerusalemme, durante la quale il neonato venne venerato come Messia da mwa8eSimeonecite-ref-93[68] e dalla mwa8yprofetessa Anna; dopo la cerimonia, la famiglia rientra a Nazaret;
• il ritrovamento di Gesù al Tempio, episodio nel quale Gesù dodicenne si intrattenne nel tempio di Gerusalemme con i dottori della Legge, all'insaputa dei genitori, che lo ritrovarono dopo tre giorni.

Vita prima del ministero

I vangeli non narrano esplicitamente la vita di Gesù prima del suo ministero pubblico come pure le altre fonti storiche non cristiane. Alcune informazioni sono però desumibili da accenni sporadici contenuti nei racconti evangelici.

Luogo di residenza

Circa il luogo di residenza, i Vangeli riferiscono che Gesù, durante la sua vita privata pre-ministeriale, viveva con la famiglia a Nazaret, in Galilea (mwa9iMt2,23;4,13;Mc1,9;Lc1,26;2,4;2,39.51;Gv1,45-46cite-ref-94[69]).

Professione

Quanto alla mwa-eprofessione, a Nazaret Gesù era conosciuto come «il figlio del carpentiere» Giuseppe (mwa-iMt13,55cite-ref-95[70]) e «carpentiere» egli stesso (mwa-cMc6,3cite-ref-96[71]). Il termine greco originario è mwa-wtekton, ampiamente mwa-0polisemico, che indica carpentieri, falegnami, artigiani del legno, come anche muratori o tagliatori di pietre.cite-ref-fabris93-97-0[72] Questa attività artigianale gli ha verosimilmente garantito una relativa agiatezza e autonomia economica, che non lo ha fatto appartenere agli strati poveri della sua società.cite-ref-fabris93-97-1[72] Non ci è dato conoscere la dimensione della sua impresa artigianale, se cioè si trattasse di una piccola bottega rurale dedita ad aratri e gioghi, o invece di una media o medio-grande impresa costruttrice con apprendisti e garzoni, attiva in opere edilizie —mwa-y anche magari in città vicine come mwa-cZippori (a 6mwa-g km da Nazaret)mwa-k —, che veniva ricostruita e ampliata in quegli anni da Erode Antipa.

Famiglia

Quanto alla mwa-4famiglia, il totale mwa-8silenzio circa Giuseppe durante il ministero di Gesù lascia ragionevolmente supporre che questi fosse già morto.cite-ref-fabris93-97-2[72] La madre Maria, invece, oltre che negli episodi dell'infanzia, compare numerose volte durante la predicazione pubblica di Gesù e anche in occasione della sua crocifissione.

Gesù discendeva per parte di padre dal re Davide di Israele (sebbene non sia mai stata chiarita quale delle mwbaudue linee di successione indicate nei vangeli sia quella giusta e se i suoi antenati siano a un certo punto fuggiti a mwbayBabilonia o meno) e per parte di madre dalla tribù di mwbacLevi (attraverso il padre di mwbagSant'Anna). Durante il medioevo e il rinascimento si sviluppò tutta una tradizione di "mwbaksacra parentela" attorno alla figura di Gesù, a cui contribuì la cosiddetta mwbaomwbasLegenda Aurea.

La questione dei fratelli-cugini di Gesù

Nel Nuovo Testamento sono poi presenti diversi accenni a "mwbbafratelli" (mwbbeGiacomo, mwbbiGiuseppe, mwbbmSimone e mwbbqGiuda) e "sorelle" (anonime) di Gesù, che tuttavia non sono mai detti figli di Giuseppe o Maria. Data la sporadicità degli accenni e la polisemia del termine nelle lingue semitiche (i testi neotestamentari sono scritti in un greco caratterizzato da ricorrenti mwbbusemitismi), non è possibile risalire con certezza alla effettiva parentela di questi con Gesù, e sono state proposte diverse interpretazioni:

• la tradizione mwbbgcattolica,cite-ref-98[Nota 26] unitamente ai primi riformatori protestanti (soprattutto mwbb0Martin Lutero,cite-ref-99[Nota 27] e mwbciCalvino)cite-ref-100[Nota 28] li interpreta come mwbcccugini (e per questo è stato imposto il rinnovato dogma della mwbcgverginità perpetua di Maria);
• la tradizione mwbcsortodossacite-ref-101[73] li interpreta come fratellastri, figli di un precedente matrimonio di Giuseppe;
• la maggior parte delle mwbdeChiese protestanti contemporaneecite-ref-102[Nota 29] li interpreta come mwbdyfratelli in senso proprio, negando il mwbdcdogma della verginità di Maria sostenuto da cattolici e ortodossi.

Celibato

I vangeli canonici e le altre opere neotestamentarie non fanno alcuna menzione di una mwbdwsposa di Gesù o di suoi figli: la tradizione cristiana lo ha pertanto considerato mwbd0celibe. Questa convinzione trova inoltre riscontro nel suo stile di vita di predicatore itinerante e nell'invito all'«eunuchia per il regno» (mwbd4Mt19,10-12cite-ref-103[74]), con il quale Gesù chiama i suoi discepoli a una scelta ascetica,cite-ref-104[75] verosimilmente sul suo modello.cite-ref-105[Nota 30] Alcuni studiosicite-ref-106[76] hanno però rilevato come la scelta celibataria di Gesù si ponesse in contrasto con l'ambiente giudaico del tempo, dove erano esaltati matrimonio e fecondità.cite-ref-107[Nota 31] In realtà forme di celibato erano praticate nel gruppo degli mwbfmesseni, concentrati a mwbfqQumran, e diffusi in tutta la società israelita,cite-ref-108[Nota 32] oltre che nel caso del rabbino coevo mwbfkSimeon ben Azzai.cite-ref-109[77] Particolarmente significativi, in relazione a Gesù e alla religiosità del suo tempo, sono anche i riferimenti biblici al celibato di mwbf4Elia e di mwbf8Geremia e quello, documentato nella tradizione ebraica, dell'astinenza praticata da mwbgaMosè dopo essere stato chiamato per la sua missione.cite-ref-110[Nota 33]

Diverse opere mwbgyletterarie e mwbgccinematografiche, a partire dalla seconda metà del Novecento, si sono comunque ispirate all'idea di una relazione con mwbggMaria Maddalena (era una delle mwbgktre Marie presenti al momento della crocifissione e fu protagonista della riapparizione di Gesù stesso nell'episodio del mwbgomwbgsNoli me tangere),cite-ref-111[78] ipotizzata anche da alcuni studiosi.cite-ref-112[79] Lo spunto è offerto dell'mwbhqapocrifo mwbhugnostico mwbhyVangelo secondo Filippo (II-mwbhcIII secolo) che, nei capitoli mwbhg32 e mwbhk55, sembra accennare a un amore tra Gesù e la Maddalena.cite-ref-113[Nota 34] Nel testo entrambi sono descritti come l'incarnazione di mwbh4eoni divini (Soter e Sofia), mentre dalla loro unione sarebbero derivati gli angeli: il senso dei passi viene comunque generalmente interpretato come un'elaborazione successiva dovuta alla mwbh8teologia gnostica, vista anche la genesi degli angeli.cite-ref-114[Nota 35]

Formazione culturale e religiosa

Quanto alla mwbiycultura, Gesù, come tutti gli ebrei della mwbicTerra d'Israele dell'epoca, parlava correntemente aramaico, una lingua semitica, della quale appare traccia in alcuni detti originali riportati dai vangeli (mwbigMc5,41;7,34;15,34cite-ref-115[80]). Dai vangeli (mwbi0Gv7,15cite-ref-116[81]) non sembra che avesse studiato presso qualche scuola rabbinica, anche se non si può escludere che possedesse la cultura di base che poteva essere impartita in una scuola di lettura della mwbjimwbjmTōrāh di una sinagoga.cite-ref-117[82] Sicuramente sapeva leggere (e scrivere) in ebraico, lingua all'epoca non più correntemente parlata, ma usata per il culto e le preghiere (mwbjgLc4,16-17cite-ref-118[83]), e dalla sua predicazione traspare una profonda conoscenza delle Scritture ebraiche. È ignoto se conoscesse il mwbj0latino, lingua degli occupanti romani,cite-ref-119[Nota 36] o il greco, nella versione popolare (mwbkimwbkmkoinè) parlata in Medio Oriente.

In epoca moderna, alcuni studiosi hanno sostenuto che Gesù fosse un mwbkuesseno,cite-ref-120[Nota 37] ma tutta la sua predicazione e i suoi atti contro il formalismo e le regole di purità formale sono in totale antitesi con quanto si sa degli Esseni; lo storico delle religioni mwbkoHans-Joachim Schoeps, a tal proposito fa rilevare che «si è spesso tentato di presentare Gesù come un seguace segreto o un membro della comunità essenica. Ma a tali supposizioni manca ogni base di appoggio, per non dire prove sicure».cite-ref-121[84]cite-ref-122[85]

Inizio del ministero

Secondo il vangelo secondo Luca, Gesù iniziò il suo ministero pubblico di predicazione quando aveva «circa trent'anni» (mwbmiLc3,23cite-ref-124[87]). La datazione storica dell'inizio della sua attività (come anche la durata)cite-ref-quandodove-125-0[88] non ci è nota con precisione. Luca colloca l'inizio del ministero di mwbmsGiovanni Battista, parente di Gesù, nel quindicesimo anno dell'imperatore mwbmwTiberio (mwbm0Lc3,1cite-ref-126[89]), ovvero verso il mwbni28 d.C.cite-ref-127[Nota 38] L'inizio del ministero di Gesù è presentato come immediatamente successivo a quello del Battista e può pertanto essere ipotizzato per il 28 d.C. La stessa data può essere ipotizzata sulla base di un diverso accenno evangelico: il tempio di Gerusalemme —mwbnc la cui costruzione fu iniziata da Erode il Grande nel mwbng20-mwbnk19 a.C.cite-ref-128[Nota 39]mwbn4 — all'inizio del ministero di Gesùcite-ref-129[Nota 40] è detto «costruito in 46 anni» (mwbomGv2,20cite-ref-130[90]): questo dunque daterebbe l'accaduto al 27/28.

Secondo i vangeli, Gesù iniziò il suo ministero pubblico in seguito al battesimo ricevuto da Giovanni Battista in una località imprecisata presso il mwbokfiume Giordano (mwbooMt3,13-17;Mc1,9-11;Lc3,21-22cite-ref-131[91]). Dopo il battesimo, Gesù si ritirò nel deserto della Giudea, dove stette quaranta giorni digiunando e subendo infine le tentazioni del mwbo8demonio, che riuscì a contrastare (mwbpaMt4,1-11;Mc1,12-13;Lc4,1-13cite-ref-132[92]). In seguito all'arresto e alla decapitazione del Battista da parte di Erode Antipa, Gesù mwbpuritornò in Galilea e si trasferì da Nazaret a Cafarnao, presso il mwbpylago di Tiberiade (mwbpcLc4,12-13cite-ref-133[93]).

Prima di iniziare la predicazione pubblica, Gesù chiamò a seguirlo alcuni dei dodici mwbp0apostoli che gli saranno vicini negli anni seguenti.

Il vangelo secondo Giovanni indica come uno dei primi avvenimenti della vita pubblica di Gesù l'episodio della cosiddetta mwbp8purificazione del tempio di Gerusalemme, durante la quale scacciò i mercanti e i cambiavalute dal recinto del luogo sacro.

Ministero pubblico

Tempi e luoghi

La durata del ministero di Gesù non è conoscibile con certezza. Nei vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) non vengono fornite indicazioni temporali che permettano di scandire il passare del tempo. Il vangelo secondo Giovanni invece accenna a tre mwbqkPasque (mwbqo2,13.23cite-ref-134[94]; mwbq85,1;6,4cite-ref-135[95]; mwbrq11,55;12,1;13,1cite-ref-136[96]), l'ultima delle quali fu la Pasqua della sua morte. Questo porta a ipotizzare una durata triennale (o meglio, di due anni interi e qualche mese) del ministero di Gesù. Assumendo come validi il dato circa l'inizio del ministero desumibile da Luca (28 d.C.) e le tre Pasque accennate da Giovanni, si può ipotizzare una datazione per la predicazione pubblica tra il 28 e il 30 d.C.

Le località menzionate dai vangeli durante il ministero itinerante di Gesù sono concentrate soprattutto nella zona del lago di Tiberiade, in Galilea (nord della Palestina). Gesù si recò anche a Gerusalemme e in località limitrofe della Giudea (sud della Palestina), prevalentemente in occasione delle feste di Pasqua, che ogni pio ebreo cercava di trascorrere nella città santa. Le zone della mwbroSamaria, abitate da ebrei mwbrsscismatici (mwbrwsamaritani), furono toccate solo fugacemente dalla sua attività. Gesù fece alcuni viaggi anche in zone non abitate da Ebrei: a mwbr0Tiro e mwbr4Sidone in mwbr8Fenicia, a nord della Palestina, e nei territori della mwbsaDecapoli, a oriente della Palestina.

Non è possibile ricostruire con certezza la sequenza e le varie tappe dei viaggi compiuti da Gesù in queste località: gli evangelisti, nella loro redazione finale, hanno spesso accorpato le narrazioni (pericopi) senza un preciso ordine cronologico e le descrizioni dei viaggi sono inoltre solitamente generiche.cite-ref-137[97]

Contenuti

«Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».»

(Vangelo secondo Matteo – Mt4,17cite-ref-138[98])

Il mwbtyRegno di Dio,cite-ref-139[Nota 41] o Regno dei Cielicite-ref-140[Nota 42] (un eufemismo semitico tipico di Matteo, che usa Cieli invece che Dio, diversamente da Luca e Marco), è il centro della predicazione (il cui termine tecnico è "mwbt8kerigma",cite-ref-141[Nota 43] "annuncio") e dell'azione di Gesù.cite-ref-142[99] Con questo messaggio, Gesù si pone in continuità con la tradizione messianica propria dell'ebraismo del suo tempo, che aspettava, «secondo le scritture», un Messia regale, "figlio" (ovvero discendente) di mwbugDavide, dal quale ci si aspettava la liberazione del popolo ebraico dal secolare dominio straniero e la ricostituzione del regno d'Israele.

Tuttavia, il Regno predicato da Gesù, strettamente legato alla sua persona (mwbuoMt12,28;Lc11,20cite-ref-143[100]), appare privo di connotazioni propriamente politiche e sociali (mwbu8Gv18,36cite-ref-144[101]). È questo il probabile motivo del cosiddetto "mwbvqsegreto messianico": dai vangeli, soprattutto in quello di Marco, appare come Gesù durante il ministero pubblico tentasse di tenere nascosta la sua identità messianica (mwbvuMt16,15-20;Mc8,29-30;Lc9,20-21cite-ref-145[102]) per evitare di essere visto dalla folla entusiasta come un messia liberatore trionfale. Solo quando è iniziata la sua passione, quando è abbandonato dalla folla e dai discepoli, si riconosce apertamente come il Cristo-Messia (mwbvoMc14,61-62cite-ref-146[103]).

Dai discorsi di Gesù,cite-ref-147[Nota 44] in particolare dalle cosiddette "parabole del Regno",cite-ref-148[Nota 45] il Regno appare principalmente come una realtà teologica, spirituale, morale, caratterizzata da una condotta di vita centrata sul mwbwgduplice comandamento dell'amore a Dio e al prossimo (mwbwkMt22,35-40;Mc12,28-31cite-ref-149[104]). Si tratta di una nuova condizione della persona, che si instaura nella vita degli uomini nella misura in cui essi riconoscono la regalità-signoria-paternità (mwbw4basiléia) di Dio.

La morale del Regno predicata da Gesù, e centrata sull'amore a Dio e sulla carità, è proposta come in continuità con gli insegnamenti della tradizione ebraica dell'Antico Testamento. Tuttavia, in alcuni punti —mwbxa per esempio, il ritornello «è stato detto […] ma io vi dico» del mwbxediscorso della Montagnamwbxi —, la predicazione di Gesù è in contrasto con tali precetti, e con la modalità (da lui giudicata esteriore e formale; mwbxmMt23,13-35cite-ref-150[105]) con la quale le autorità farisaiche li applicavano e insegnavano ad applicarli.cite-ref-151[Nota 46] Gesù propone una nuova giustizia "più grande", che non vuole abolire gli insegnamenti precedenti ma portarli a compimento (mwbxwMt5,17-20cite-ref-152[106]).

Quanto al carattere storico del Regno, nei testi evangelici si nota un dualismo apparentemente inconciliabile:

• alcuni mwbyqloci (per esempio, mwbyuMt12,28;Lc11,20;Lc17,21cite-ref-153[107]) lo presentano come mwbyogià attuale, presente (mwbysescatologia attuale o immanente). Questo ha portato alcuni studiosi modernicite-ref-154[Nota 47] a vedere Gesù come un riformatore morale che ha cercato, fallendo, di riformare e migliorare la società del tempo, pur senza pretese propriamente politiche e rivoluzionarie.
• altri mwbzeloci (per esempio mwbziMt4,17;Mc1,14-15cite-ref-155[108], e soprattutto il mwbzcdiscorso escatologico) lo presentano come mwbzgnon ancora presente, ma futuro (escatologia futura o conseguente). Il Regno futuro è tradizionalmente (ma non da Gesù)cite-ref-156[Nota 48] chiamato "mwbz0paradiso"cite-ref-157[Nota 49] e la sua instaurazione sarà preceduta dal "mwbaiGiorno del giudizio" (espressione usata esplicitamente in mwbamMt10,15;11,22;11,24;12,36cite-ref-158[109], implicitamente nel discorso escatologico). Questa escatologia futura ha portato alcuni studiosi modernicite-ref-159[Nota 50] a vedere Gesù come un entusiasta profeta mwbawapocalittico che ha annunciato un mondo futuro e migliore.

La tradizione cristianacite-ref-160[Nota 51] ha ricomposto questa dicotomia individuando nel "già" l'attività di Gesù proseguita nella Chiesa, e nel "non ancora" il mistero della sua morte e mwbbirisurrezione – che sarà pienamente attualizzata con la sua mwbbmseconda venuta e la trasfigurazione del mondo.cite-ref-161[Nota 52]

Modalità di predicazione

Le modalità della predicazione di Gesù, centrata sull'annuncio del Regno e della condotta di vita ad esso relativa, furono diverse dagli insegnamenti rabbinici del tempo. Gesù faceva larghissimo uso di mwbciparabole, cioè esempi mwbcmallegorici tratti dalla vita e dalle comuni attività e situazioni quotidiane, che avevano lo scopo di illustrare concetti mwbcqteologici o mwbcumorali non direttamente mwbcyesperibili. Pur con le debite differenze, per questo metodo didattico Gesù è accostabile a mwbccPlatone e ai suoi miti.cite-ref-162[Nota 53] Queste le principali mwbcwparabole di Gesù:

• mwbdkparabola del figlio prodigo, o come si preferisce attualmente chiamarla, "del padre misericordioso"

Destinatari

La predicazione di Gesù si rivolse principalmente agli mwbfaebrei (mwbfeMt10,5-6;15,24cite-ref-163[110]). Questa preferenza però non è esclusiva: sono accennati alcuni viaggi missionari in città e zone abitate prevalentemente da pagani (mwbfyMt8,28;15,21;16,13cite-ref-164[111]) e sia prima sia dopo la risurrezione Gesù invia esplicitamente i suoi discepoli «a tutte le nazioni» (mwbfsMt24,14;28,19cite-ref-165[112]).

Nel suo ministero Gesù valorizzò e si rivolse a categorie sociali che erano marginali o disprezzate nella società ebraica del tempo, suscitando in alcuni di questi casi lo sdegno delle autorità religiose mwbgefarisaiche (mwbgiMt9,11;11,19cite-ref-166[113] e paralleli): bambini (mwbgcMt19,14cite-ref-167[114]), donne (mwbgwLc8,2-3cite-ref-168[115]), samaritani (mwbheGv4,40cite-ref-169[116]), prostitute (mwbhyMt21,31cite-ref-170[117]), «peccatori» (mwbhsMt9,10cite-ref-171[118]), pubblicani (mwbiaLc19,2-5cite-ref-172[119]), ovvero ebrei collaborazionisti incaricati dagli occupanti romani per la riscossione delle tasse.

Dai vangeli appare come la predicazione e l'operato di Gesù riscossero nella società ebraica del tempo un limitato successo, conseguito peraltro principalmente tra i ceti più bassi. Sono tuttavia segnalati tra i primi discepoli anche persone ricche e di rango elevato, come per esempio i membri del Sinedrio mwbiyNicodemo, mwbicGiuseppe di Arimatea e mwbigGiovanna «moglie di Cusa, amministratore di Erode».

Miracoli

Secondo i vangeli canonici, Gesù operò diversi mwbjqmiracoli durante la sua vita. In totale, ne vengono raccontati ventiquattro di cui: quattordici riguardano la cura di varie malattie; cinque sono mwbjuesorcismi; tre sono mwbjyresurrezioni; due sono comandi impartiti alla natura.

• Nello specifico, le guarigioni compiute da Cristo che vengono citate nei vangeli sono le seguenti:

1. curò dalla febbre la mwbjssuocera di Pietro, nella sua casa a Cafarnao, prendendole la mano (Marco 1:29-31, Matteo 5:14-15, Luca 4 38-39);
2. guarì il mwbj0lebbroso Galileo con la parola e il tocco della sua mano (Marco 1:40-45, Matteo 8:1-4, Luca 5:12-16);
3. curò un mwbj8paralitico di Cafarnao che era stato portato su una barella e al quale, dopo aver perdonato i suoi peccati, ordinò di alzarsi e di andare a casa (Marco 2, 1-12, Matteo 9:1-8, Luca 5, 17 - 26);
4. guarì un mwbkeuomo dalla mano inaridita, di sabato, in una sinagoga, con la parola (Marco 3,1-6, Matteo 12:9-14, Luca 6:6-11);
5. guarì una mwbkmdonna che soffriva da dodici anni di perdite di sangue permettendole che gli toccasse la veste (Marco 5,25-34, Mt 9:18-26, Lc 8,40-56);
6. guarì un mwbkusordomuto nella Decapoli mettendogli le dita nelle orecchie, toccandogli la lingua dicendo «Effatà» (che significa «Apriti») (Marco 7:31-37);
7. curò un mwbkccieco a Betsaida sputandogli della saliva sugli occhi e imponendogli le mani (Marco 8,22-26);
8. guarì mwbkkBartimeo, un non vedente di mwbkoGerico (Mt 20:29-34, Mc 10,46-52 Lc 18,35-45);
9. mwbkwcurò a distanza un servo di un centurione a Cafarnao (Matteo 8:5-13, Luca 7:1-10, Gv 4,43-54; Gv 4,43-54);cite-ref-173[Nota 54]
10. mwbliguarì una donna che era curva e non poteva drizzarsi, con la parola e l'imposizione delle mani (Luca 13:10-17). Questo miracolo ha avuto anch'esso luogo il sabato, in una sinagoga;
11. curò un mwblqfariseo dall'idropisia, il sabato. (Lc 14, 1-6);
12. guarì mwblydieci lebbrosi (Lc 17, 11-19);
14. curò un uomo mwblocieco dalla nascita, applicando del fango impastato con la saliva sui suoi occhi e mandandolo successivamente a lavarsi nella mwblspiscina di Siloe (Gv 9,1-12).

• Nei vangeli canonici sono raccontate cinque storie di espulsione di spiriti immondi (esorcismi) compiuta da Gesù:

1. scacciò un mwbmademonio nella sinagoga di Cafarnao (Mc 1,21-28; Lc 4,31-37);
2. ne mwbmimandò via un altro nella regione di mwbmmGerasa (Mt 8,28-34; Mc 5,1-21; Lc 8,26-39);
3. ne mise in fuga un altro ancora dalla mwbmufiglia di una donna siro-fenicia (Mt 15,21-28; Mc 7,24-30);
4. ne eliminò un mwbmcaltro ancora che tormentava un epilettico (Mt 17,20-24; Mc 9,14-27; Lc 9,37-43);
5. spinse un mwbmkdiavolo muto ad andarsene (Lc 11,14; Mt 12,22).

In aggiunta, nelle sacre scritture sono presenti diversi passaggi che si riferiscono genericamente a esorcismi di Cristo (Mc 1,32-34;Mc 3,10-12).

• Sempre secondo i quattro Scritti, il Messia compì ben tre resurrezioni:

1. mwbm8risvegliò una bambina di dodici anni, figlia di Giairo (Mc 5,21-24, Mt 9,18-26, Lc 8,40-56), anche se, come affermato dallo stesso Messia, non era morta ma stava dormendo (Mt 9,24;Mc 5,39;Lc 8,52).
2. resuscitò il mwbnefiglio della vedova di Naín (Lc 7,11-17).
3. riportò nel mondo dei vivi il mwbnmLazzaro (Jn 11,1-44).

• Gesù riuscì inoltre, secondo i vangeli, a sottomettere le forze naturali (vento e mare) alla sua autorità:

1. egli mwbngordinò alla tempesta di calmarsi (Mt 8,23-27; Mc 4,35-41; Lc 8,22-25);
2. si mise a mwbnocamminare sulle acque (Mt 14,22-33; Mc 6,45-52; Jn 6,16-21).

• Infine compì tre atti straordinari puramente simbolici:

1. fece la mwbn4moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'unico dei tre miracoli ad essere riportato in tutti i vangeli. (Mc 6,32-44; Mt|14,13-21; Lc 9,10-17; Jn 6,1-13). Addirittura nelle sacre scritture di Marco (Mc 8,1-10) e Matteo (Mt 15,32-39) compare per ben due volte;
2. realizzò la mwboapesca miracolosa (Lc 5,1-11; Jn 21,1-19);
3. mwboiconvertì l'acqua in vino durante le nozze di mwbomCana (Jn 2,1-11).

Non tutti però apprezzarono questi miracoli. Infatti a quel tempo, degli scribi, insieme ad alcuni farisei e ad altri, accusarono Cristo di aver stretto un patto con mwbouBelzebù grazie al quale poteva possedere questi poteri straordinari. Egli rispose in maniera vigorosa ai suoi accusatori e continuò a usare le sue capacità divine per fare del bene.cite-ref-174[120] Anzi, prima di morire decise di trasmetterle ai suoi discepoli e ad un altro uomocite-ref-175[121] che non era suo seguace affinché continuassero anche loro la sua opera.cite-ref-176[122]

Reazione degli storici

Diversi studiosi atei contemporanei, e alcuni studiosi cristiani, negano valore storico ai miracoli evangelici, considerandoli rappresentazioni simboliche e letterarie distinte dai fatti accaduti e correlate al fine religioso della narrazione.cite-ref-177[Nota 55] Tale opinione è respinta dalla maggioranza degli studiosi cristiani, che ritengono che Gesù disponesse effettivamente di capacità miracolose. La questione non può essere risolta con l'analisi scientifica, in quanto credere o meno ai miracoli di Gesù è legato alla fede della persona.

Trasfigurazione

I Vangeli sinotticicite-ref-178[123] narrano che dopo l'episodio della mwbqcprofessione di fede di Pietro, Gesù salì sul monte a pregare con Pietro, Giacomo e Giovanni. Gli apostoli erano oppressi dal sonno, ma si ridestarono completamente quando videro che l'aspetto del volto di Gesù, mentre stava pregando, cambiò e che la sua veste divenne candida e sfolgorante. Subito dopo apparvero al suo fianco Mosè ed Elia, con i quali discorreva. Pietro, preso da spavento e non sapendo quello che diceva, suggerì di realizzare tre tende per i tre uomini, ma mentre stava parlando, una nube li avvolse e sentirono una voce provenire da essa che disse: «Questo è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo».

Ultimi giorni di vita

Secondo il racconto dei vangeli, dopo alcunicite-ref-quandodove-125-1[88] anni di predicazione, Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme per la celebrazione della mwbrcPasqua ebraica. Al suo arrivo in città fu accolto da una folla festante che lo acclamava come Messia (mwbrgMt21,1-11;Mc11,1-10;Lc19,29-44;Gv12,12-15, su laparola.net.) – evento ricordato nella tradizione cristiana la mwbrkDomenica delle palme. I sinottici collocano dopo l'ingresso a Gerusalemme la "mwbropurificazione del Tempio", che Giovanni colloca invece in occasione della prima Pasqua.

In prossimità della morte di Gesù sia i sinottici (mwbrwMt26,26-29;Mc14,22-25;Lc22,15-20, su laparola.net.), sia Giovanni (mwbr0Gv 13,1-11, su laparola.net.) riportano il racconto di una cena, tradizionalmente chiamata "Ultima Cena". Si notano tuttavia alcune divergenze:cite-ref-179[124]

• per i sinottici corrisponde alla cena della Pasqua ebraica e fu tenuta la sera precedente il giorno della morte di Gesù (15 nisan, Pasqua, venerdì), dunque di giovedì sera. In essa Gesù istituisce il sacramento dell'Eucaristia;
• per Giovanni si tratta di una cena generica e non può trattarsi di quella pasquale, in quanto il rito ebraico si sarebbe svolto la sera del giorno corrispondente alla morte di Gesù (14 nisan, vigilia di Pasqua, venerdì). In essa non vi è accenno all'Eucaristia,cite-ref-180[Nota 56] mentre viene riportato il racconto della lavanda dei piedi, assente nei sinottici.

Una possibile armonizzazione,cite-ref-181[125] è che l'Ultima Cena fosse effettivamente una cena pasquale e sia stata tenuta, secondo il calendario esseno, di martedì sera. In tal caso i vangeli, che fanno apparire gli eventi successivi (arresto, processo, crocifissione e morte) concentrati tra il giovedì sera e il venerdì pomeriggio, non rispecchierebbero il reale andamento storico, che li vedrebbe distribuiti lungo più giorni, dal martedì sera al venerdì pomeriggio. Non sarebbe però chiaro perché Gesù avrebbe deciso di attenersi al calendario esseno.

Processo e morte

Il racconto degli eventi che portarono alla morte di Gesù è riportato parallelamente dai quattro vangeli, seppure con alcune differenze e aggiunte proprie. Dopo l'Ultima Cena, tenuta in città, Gesù si recò nel podere chiamato mwbtgGetsemani —mwbtk sul mwbtomonte degli Ulivi, poco fuori Gerusalemmemwbts —, dove sostò in preghiera. Qui un gruppo di guardie del tempio (soldati ebrei agli ordini delle autorità mwbtwsadducee), guidato dall'apostolo traditore mwbt0Giuda Iscariota, procedette al suo mwbt4arresto. In seguito, Gesù fu condotto da mwbt8Anna, ex sommo sacerdote e suocero del sacerdote in carica Caifa, poi da Caifa stesso, quindi al Sinedrio, che ne stabilì la condanna a morte per mwbuabestemmia, essendosi equiparato a Dio.

Al mattino presto avvenne un nuovo incontro col Sinedrio, poi Gesù fu condotto dal prefetto romano Ponzio Pilato per richiederne l'esecuzione; questi lo interrogò ma non lo trovò colpevole. Pilato lo inviò dunque a Erode Antipa, re della Galilea —mwbuk che, dopo averlo schernito, ma non condannatomwbuo — lo rispedì a Pilato. Questi, nel tentativo di salvarlo, propose al popolo di liberarlo (era infatti uso da parte delle autorità romane rilasciare un prigioniero all'anno, per Pasqua), ma la folla gli preferì il ribelle/assassino mwbusBarabba, mentre invocò la crocifissione per Gesù. Per paura di un tumulto Pilato si lavò le mani, dichiarandosi innocente per l'ingiusta condanna, e acconsentì alla richiesta della folla, condannando formalmente a morte Gesù per il reato di mwbuwlesa maestà, essendosi dichiarato «Re dei Giudei». Quindi Gesù fu mwbu0flagellato; venne poi schernito dai soldati romani, che lo mwbu4coronarono di spine e lo condussero, assieme ad altri due condannati (tra cui il "mwbu8buon ladrone"), verso il luogo della condanna, una piccola collina appena fuori le mura, chiamata mwbvaGolgota-mwbveCalvario. Lungo la mwbvisalita, Gesù fu aiutato a portare la croce da un certo Simone di Cirene.

Giunti alla meta, Gesù fu crocifisso all'ora terza (nove di mattina); morì all'ora nona (tre del pomeriggio). Secondo i vangeli, la sua morte fu accompagnata da eventi straordinari: venne l'oscurità su tutta la Terra, vi fu un mwbvqterremoto e la risurrezione di «molti santi». In seguito, Giuseppe di Arimatea chiese a Pilato il corpo di Gesù e, dopo averlo avvolto in un lenzuolo (o in teli, secondo Giovanni), lo mwbvudepose nel suo sepolcro personale, che si trovava presso il Golgota.

È impossibile stabilire con certezza la mwbvcdata di morte di Gesù. I quattro vangeli sono concordi nel collocarla di venerdì, ma, mentre per i tre sinottici questo giorno coincideva con la Pasqua ebraica (15 mwbvgnisan), per Giovanni si trattava della vigilia di Pasqua (14 nisan). La cronologia sinottica porta a ipotizzare come data venerdì 27 aprile del 31 d.C. (opzione che non gode di largo consenso, ponendo processo ed esecuzione nel giorno festivo di Pasqua), mentre quella giovannea venerdì 7 aprile del 30 d.C. o venerdì 3 aprile del 33 d.C.cite-ref-182[126] La datazione giovannea del 7 aprile 30 è compatibile con la probabile datazione dell'inizio del ministero pubblico nel 28cite-ref-183[127] e con l'accenno giovanneo delle tre Pasque.

Resurrezione

I vangeli, immediatamente dopo la descrizione della passione e della morte di Gesù, riportano alcuni fatti avvenuti dopo la deposizione del cadavere di Gesù: il rinvenimento della mwbwwtomba vuota e le apparizioni di Gesù alle discepole (Maria Maddalena, mwbw0Maria di Giacomo, mwbw4Salome), interpretati dai cristiani come segni di una sua mwbw8Resurrezione. La scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato (mwbxaMc16,2;Lc24,1;Gv20,1cite-ref-184[128]), cioè mwbxudomenica, anche se l'originale greco di mwbxyMt28,1cite-ref-185[129] può indicare l'inizio della notte tra sabato e domenica.cite-ref-186[130] In seguito, sono testimoniate anche delle apparizioni di Gesù agli apostoli e ad altri discepoli (mwbx8Gv21,1-2;At1,3;At3,15;1Cor15,3-8cite-ref-187[131]).

I Vangeli dicono che, quaranta giornicite-ref-188[Nota 57] dopo la risurrezione, Gesù ascese al cielo. In altri testi sacri cristiani, come l'mwbykApocalisse di Giovanni, si parla del ritorno di Gesù, che le mwbyochiese cristiane attendono, definito "seconda venuta" o "mwbysmwbywparusía", ritorno che dovrà coincidere con il Giorno del giudizio e l'inizio di «un nuovo cielo e una nuova terra» (mwby0Ap21,1cite-ref-189[132]).

La successiva tradizione cristiana ha ritenuto come storico l'evento della risurrezione, riconoscendo questa con professioni di fede e di culto.cite-ref-190[Nota 58] Quegli studiosi moderni che negano questa interpretazione ritengono che si tratti di una mistificazione degli apostoli,cite-ref-191[Nota 59] o di una convinzione sorta a seguito di mwbzsallucinazioni,cite-ref-192[Nota 60] o della riproposizione nel mondo giudaico di un mito diffuso nella religiosità ellenistica, babilonese e fenicia, relativo ad una divinità che muore e risorge.cite-ref-193[Nota 61]

Gesù nella storiografia moderna

Attenzione! Questa sezione è un riassunto: non la si estenda troppo!

L'importanza della figura di Gesù nella storiografia è tale che tutto il mwb0gmondo occidentale e oltre suddivide la storia in anni, secoli e millenni prima e dopo la venuta del Cristo.

A partire dal mwb0oSettecento, con lo svilupparsi del moderno metodo storico-critico, numerosi studiosi hanno cercato di ricostruire e interpretare la figura storica di Gesù. È possibile distinguere più fasi.

La prima fase (mwb0wfirst quest) inizia alla fine del Settecento con mwb00Reimarus ed è caratterizzata dall'utilizzo delle metodologie dell'epoca per cercare di distinguere elementi storici ed elementi mitologici. Questa fase termina tradizionalmente all'inizio del mwb04Novecento con l'opera di mwb08Schweitzer, che evidenzia la frammentarietà dei risultati conseguiti.cite-ref-194[Nota 62]

Segue quindi una fase di calo di interesse per la ricerca storica su Gesù, nella quale viene comunque proposto (mwb1uBultmann) di filtrare il linguaggio delle fonti antiche, tenendo conto del contesto del tempo e della natura teologica degli scritti.cite-ref-195[Nota 63]

La ricerca riprende slancio alla metà del mwb1sXX secolo (mwb1wnew quest): si cerca di conciliare le diverse nature di Gesù, ma si è ancora concentrati sui vangeli canonici.cite-ref-196[Nota 64]

Lo studio sulla figura di Gesù si è quindi ampliato notevolmente negli ultimi decenni, estendendo la base documentale e considerando anche testi quali i vangeli apocrifi e i mwb2imanoscritti non biblici di Qumran. Questa nuova fase (mwb2mthird quest) si caratterizza inoltre per l'interesse e l'attenzione posti nell'analisi del contesto storico e sociale del tempo.cite-ref-197[Nota 65] La terza ricerca «[…] ha seguito vari percorsi, uno dei più controversi dei quali è quello del mwb2gJesus Seminar, che studia ciò che sia certo, ovvero possibile, probabile, o infine assolutamente impossibile che il Gesù storico abbia detto o fatto. Materiale per statistici, più che per teologi».cite-ref-198[133] Secondo l'accademico mwb20Paul Mattei, professore di mwb24letteratura latina e mwb28patristica all'mwb3aUniversité Lumière Lyon-II, «i procedimenti» del Jesus Seminar «[…] hanno spesso suscitato stupore ed ironia (voto a maggioranza, tra i presenti, cooptati alle riunioni di gruppo) […] in rottura con qualunque tipo di dogmatismo confessionale […]».cite-ref-199[134]

Non ci sono dubbi sostanziali sul corso della vita di Gesù, quando e dove visse e morì e quale tipo di attività svolse durante la sua vita pubblica.cite-ref-sanders-200-0[135] Rimane fitto invece il dibattito sulla storicità di singole azioni o detti a lui attribuiti, così come sulle mwb3ometodologie che è possibile applicare per la loro analisi. L'insieme di affermazioni su Gesù sulle quali c'è generale consenso tra gli studiosi, indipendentemente dal loro credo, comprendono la sua nascita verso il mwb3s4 a.C., la sua infanzia a Nazareth, il battesimo a opera di Giovanni Battista, la costituzione di un gruppo di discepoli, l'insegnamento nei villaggi e nelle campagne della Galilea, la predicazione del Regno di Dio, il viaggio a Gerusalemme culminato con i disordini al tempio, la cena finale con i discepoli, la cattura, l'interrogatorio e la messa a morte da parte di Ponzio Pilato, cui seguono prima una fuga e poi la ricostituzione del gruppo di discepoli, convinti del ritorno di Gesù per fondare il Regno.cite-ref-201[Nota 66]

Gesù tra ricerca e divulgazione

La figura di Gesù, tradizionalmente oggetto di studi teologici e mwb4cstorici, è stata di recente al centro di un nuovo fenomeno culturale, che si è concretizzata in un rinnovato interesse da parte del vasto pubblico e nella diffusione di numerosi contributi mwb4gsaggistici, mwb4kgiornalistici e mwb4otelevisivi, nonché di rielaborazioni cinematografiche e mwb4sromanzesche. È quindi emerso un forte intento divulgativo, che però è stato spesso accompagnato e condizionato dalla ricerca dell'effetto, a scapito del rigore.cite-ref-202[136] Nel panorama editoriale sono quindi prevalentemente diffuse pubblicazioni semplificate, come testi a carattere devozionale, da un lato, e libri scandalistici, dall'altro: i risultati della ricerca storica sono invece ancora poco noti all'opinione comune, e questo scollamento pare in aumento.cite-ref-203[137]

Fatta questa precisazione, è comunque possibile individuare con larga approssimazione quattro orientamenti principali, qui elencati progressivamente da una maggiore a una minore pretesa di storicità attribuita alle fonti canoniche:

• secondo alcuni autori e confessioni cristiane di stampo mwb5cfondamentalista (tra le quali i mwb5gTestimoni di Geova e la cattolica mwb5kScuola esegetica di Madrid), i vangeli rappresentano dei fedeli resoconti storici della vita e dell'operato di Gesù. Eventuali discordanze interne, tra i racconti evangelici o con fonti storiche non cristiane, a un esame approfondito possono essere spiegate e appianate in vario modo;cite-ref-204[Nota 67]
• secondo la Chiesa cattolica e la maggior parte delle Chiese protestanti, le quali non accettano la completa mwb58inerranza biblica, i vangeli non sono vere e proprie biografie di genere storico, ma sono racconti principalmente teologici, fondati comunque su solide basi storiche, redatti dalla mwb6aChiesa del I secolo col non secondario intento di dare una risposta alle situazioni problematiche che si trovava ad affrontare (di qui il concetto di mwb6eSitz im leben, "situazione di vita");
• secondo molti storici non cristiani e alcuni teologi e biblisti cristiani, seppure caratterizzati da notevoli differenze nei presupposti e nelle conclusioni della ricerca,cite-ref-205[Nota 68] le fonti evangeliche non sarebbero totalmente attendibili: Gesù è stato un predicatore ebreo di grande levatura morale vissuto all'inizio del I secolo, secondo alcuni un esseno o un mwb6gnazireo, che avrebbe terminato in croce la sua esistenza. La comunità dei suoi credenti lo avrebbe poi esaltato, attribuendogli miracoli e prodigi. Per risalire al vero Gesù storico occorre pertanto "demitizzare" i vangeli, privandoli delle aggiunte e reinterpretazioni attuate dai suoi fedeli. Secondo alcuni di questi studiosi, Gesù sarebbe «un uomo trasformato in un dio»;cite-ref-ipotesigesu-206-0[138]
• altri autoricite-ref-207[Nota 69] privano infine di qualunque valore storico i vangeli, negando in alcuni casi la stessa esistenza storica di Gesù e relegandolo alla sfera del mwb7imito. La cosiddetta "corrente mitica" sostiene infatti —mwb7m all'opposto della corrente storicamwb7q — che Gesù sarebbe «un dio trasformato in un uomo»:cite-ref-ipotesigesu-206-1[138] leggende e miti preesistenti all'mwb7kanno zero sarebbero stati applicati a un predicatore mwb7oebreo in realtà mai esistito.

Gesù secondo il cristianesimo

Cristologia

La mwb8scristologia è quella parte della teologia cristiana che definisce e studia mwb8wrazionalmente, sulla base della mwb80rivelazione, la figura di Gesù. Quattro sono i temi principali, strettamente legati tra loro, sui quali si è soffermata nella tradizione cristiana la riflessione cristologica:

• il ruolo della morte e risurrezione di Gesù nella redenzione e salvezza del genere umano (cristologia mwb9asoteriologica). La riflessione in tal senso è già presente nei testi neotestamentari, soprattutto nella mwb9emwb9iLettera agli Ebrei e nelle lettere di Paolo. Due sono in particolare gli aspetti mwb9msoteriologici del mistero pasquale:

• la morte di Gesù,cite-ref-208[Nota 70] che è contemporaneamente vittimacite-ref-209[Nota 71] e mwb94sacerdote,cite-ref-210[Nota 72] costituisce il compimento e il superamentocite-ref-211[Nota 73] dei mwb-csacrifici dell'Antico Testamento,cite-ref-212[139] che non sono più necessari per l'espiazione del peccato (mwb-wEbrei 9,14;10,5-10cite-ref-213[140]). Grazie a questo sacrificio "tutti" hanno ottenuto la mwb-egiustificazione (mwb-iRomani 5,19cite-ref-214[141]), cioè il ristabilimento dell'originale stato di mwb-cgrazia tra Dio e gli uomini, che si era corrotto in conseguenza del mwb-gpeccato originale;
• la risurrezione di Gesù,cite-ref-215[142] oltre a compartecipare con la morte al processo di giustificazione (mwb-4Romani 4,25;6,4cite-ref-216[143]), permette all'umanità riscattatacite-ref-217[Nota 74] di poter ricevere la cosiddetta «adozione filiale», cioè di partecipare alla vita di natura divina propria del Figlio nella risurrezione futura (mwcac1 Corinzi 15,20-22cite-ref-218[144]);

• il rapporto tra la natura umana e divina in Gesù (cristologia mwca0antropologica). Il Nuovo Testamento attribuisce a Gesù sia la mwca4natura umana —mwca8 secondo la quale Gesù, come tutti gli uomini, è nato, ha patito ed è morto —, sia quella divina, secondo la quale Gesù-Logos esiste fin dall'eternità (mwcbaGv1,1;8,58;17,5cite-ref-219[145]), è stato la causa della mwcbucreazione dell'mwcbyuniverso (mwcbcGv1,3cite-ref-220[146]) ed esisterà per l'eternità (mwcbwApocalisse 22,13cite-ref-221[147]). Non sono però fornite indicazioni sul modo nel quale queste nature, di per sé inconciliabili, coesistano nella mwccipersona di Gesù. Il problema è stato vivacemente e ampiamente dibattuto nei primi secoli della cristianità in particolare durante i mwccmconcili ecumenici, in risposta alle varie mwccqdottrine cristologiche;
• in che modo la natura divina di Gesù si relaziona con quella del Padre e dello Spirito Santo (cristologia mwccytrinitaria). Anche in questo caso il Nuovo Testamento accenna fugacemente alla "Trinità" in alcuni passi (mwcccMt28,19cite-ref-222[148]; mwccw1 Corinzi 12,3cite-ref-223[149]; mwcde2 Corinzi 13,13cite-ref-224[150]), ma solo nei successivi concili ecumenici verrà chiarito il legame tra le tre persone divine;
• in mwcdcepoca moderna, con lo svilupparsi del mwcdgmetodo storico-critico applicato ai libri del Nuovo Testamento, si è sviluppato il binomio "cristologia esplicita" (cosa i testi dicono di lui, il «Cristo della fede») e "cristologia implicita" (come era realmente Gesù e cosa ha detto di sé, il «Gesù della storia»). Obiettivo della cristologia implicita è risalire al reale Gesù storico, privato delle successive interpretazioni della tradizione cristiana.

Dispute cristologiche

Come accennato, il Nuovo Testamento lascia largo spazio alla libera riflessione cristologia e trinitaria. Durante i primi secoli della cristianità furono elaborate molte teorie teologichemwcd0 – giudicate mwcd4eretiche dai primi concili ecumenici. È spesso difficile conoscere il reale contenuto di queste dottrine: le informazioni pervenuteci provengono infatti perlopiù da autori cristiani e dunque la nostra conoscenza è soltanto indiretta.

• mwceeEbionismo. Il movimento giudeo-cristiano degli mwceiEbioniti (II secolo) considerava Gesù come un grande profeta, al pari di Mosè, ma soltanto un uomo: di grande virtù, ma privo della natura divina.
• mwceqDocetismo. Sostenuto da autori mwceugnostici tra il I-IV secolo. Gesù è l'involucro immateriale di mwceyCristo, un mwceceone di natura divina, mentre l'elemento umano è solo apparentecite-ref-225[Nota 75] – in particolare per quanto riguarda la passione (una corrente minoritariacite-ref-basilideset-226-0[151] sostiene che non fu Gesù a patire e morire in croce, ma Simone di Cirene). Cenni antidoceti indicanti la realtà del Logos-Gesù sono presenti già nel Nuovo Testamento (mwcfa1 Giovanni 1,1-3cite-ref-227[152]).
• mwcfyAdozionismo. Sostenuto da vari autori come l'mwcfcebionita mwcfgCerinto (fine I-inizio II secolo), mwcfkPaolo di Samosata (ca. mwcfo200 – ca. mwcfs275) e altri. Gesù è un semplice uomo che, per la sua notevole virtù, è stato adottato da Diomwcfw – il quale lo ha investito della natura divina al momento del battesimo. L'adozionismo è confluito in una corrente del mwcf0modalismo, il cosiddetto mwcf4modalismo dinamico.
• Modalismo, detto anche mwcgaMonarchismo, mwcgeSabellianesimo (mwcgiSabellismo) o mwcgmPatripassianesimo. Sostenuto da mwcgqSabellio (inizio del III secolo). Il Figlio, al pari del Padre e dello Spirito Santo, non è una vera e propria persona, ma un modo-manifestazione dell'unica sostanza-principio (mwcguarché) divina. In tal modo in croce ha patito anche il Padre (e lo Spirito Santo).

• mwcg0Arianesimo. Elaborato da mwcg4Ario (mwcg8256-mwcha336). Il Logos-Gesù è divino, ma è stato creato dal Padre (la formula attribuitagli dagli avversari è: «C'era un tempo in cui il Figlio non era»).cite-ref-228[Nota 76] Il Figlio dunque non è della stessa sostanza del Padre, ma rappresenta una sorta di semi-divinità a lui subordinata (mwchusubordinazionismo). L'arianesimo diede origine ad alcuni movimenti, detti "neo-ariani":cite-ref-229[153]cite-ref-230[Nota 77]

• mwciaAnomeismo. Sostenuto da mwcieEzio († mwcii367). Il Figlio, creato dal Padre, non è consustanziale al Padre ed è diverso da lui (mwcimanòmoios = non mwciqomoios = non simile).
• Omoiusiani. Sostenitori di mwcicBasilio di Ancira (attivo tra il 336 e il mwcig360). Il Figlio, creato dal Padre, è di sostanza distinta ma simile (mwcikomoiùsios) al Padre. Nei fatti, questa definizione differisce da quella ufficiale elaborata dal concilio di Nicea (mwcioomousía, "consustanzialità") solo per una mwcisiota.
• Omeismo. Sostenuto da mwci4Acacio di Cesarea († mwci8366). Come la corrente precedente, indica il Figlio come creato e simile (mwcjaomóios) al Padre, lasciando però indefinito il rapporto circa la sostanza.

• mwcjiApollinarismo. Elaborato da mwcjmApollinare di Laodicea (mwcjq310-mwcju390 circa) sulla base dell'antropologia mwcjyaristotelica. In Gesù c'è la sola natura umana, ma in modo incompleto: l'mwcjcanima vegetativa e animale sono umane, mentre l'anima razionale è costituita dal logos divino.
• mwcjkNestorianesimo, o mwcjoduofisismo (dal mwcjsgreco antico δύς, mwcjwdys, 'due', e φύσις, mwcj0physis, 'natura') estremo. Elaborato da mwcj4Nestorio (mwcj8381-mwcka451 circa). In Gesù ci sono due nature e due persone, connesse attraverso un'unione puramente morale.
• mwckiMonofisismo. Elaborato da mwckmEutiche (mwckq378-mwcku454 circa). In Gesù esisteva una sola natura (mwckymòne phýsis), quella divina, che ha assorbito la natura umana.
• mwckgMonotelismo, o mwckkmonoteletismo. Elaborato dal patriarca mwckoSergio I di Costantinopoli (mwcks565-mwckw638 circa). Nella persona di Gesù ci sono le due nature, umana e divina, ma una sola volontà, quella divina.

Concili ecumenici

La Chiesa cattolica, già prima del mwcloGrande Scisma, ha elaborato un insieme di dottrine e dogmi definiti come cristologia, durante i primi sette concili ecumenici, in base ai quali altre correnti di pensiero o altre interpretazioni delle scritture sono state definite "mwclseresie".

• I. mwcl4Primo concilio di Nicea (mwcl8325). Nel cosiddetto mwcmaSimbolo Nicenocite-ref-231[154] (o "Credo breve") il Figlio è definito consustanziale (mwcmuomoùsion) al Padre, cioè «della stessa mwcmysostanza del Padre», con un'implicita condanna della dottrina di Ario.
• II. mwcmgPrimo concilio di Costantinopoli (381). Ribadisce il mwcmkconcilio di Nicea formulando il mwcmoSimbolo niceno-costantinopolitanocite-ref-232[155] ("Credo lungo"), ampliamento del precedente.
• III. mwcnaConcilio di Efeso (mwcne431). Stabilisce che Maria è «Madre di Dio» (Θεοτόκος, mwcnimwcnmTheotókos) e che in Cristo sono unite la natura umana e divina in una sola persona, condannando implicitamente il mwcnqdifisismo di Nestorio, l'adozionismo e il docetismo.cite-ref-233[156]
• IV. mwcnoConcilio di Calcedonia (451). Stabilisce che nell'unica persona-mwcnsipostasi (sostanza) di Gesù vi sono le due nature, umana e divina, «senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili»,cite-ref-234[157] con una condanna implicita, dunque, del monofisismo di Eutiche.
• V. mwcoeSecondo concilio di Costantinopoli (mwcoi553). Riafferma le dottrine cristologiche stabilite nei precedenti concili, condannando esplicitamente diversi autori, tra cui Apollinare, Nestorio e Eutiche.cite-ref-235[158]
• VI. mwcogTerzo concilio di Costantinopoli (mwcok680-mwcoo681). Stabilisce che in Gesù vi sono sia la mwcosvolontà umana sia quella divina —mwcow non in contrasto tra di loro, in quanto la prima segue la secondamwco0 — e condanna esplicitamente il monotelismo di Sergio.cite-ref-236[159]
• VII. mwcpmSecondo concilio di Nicea (mwcpq787). Stabilisce che chi venera un'immagine sacra venera chi è in essa riprodotto, condannando quindi l'mwcpuiconoclastia.cite-ref-237[160]

Chiese cristiane conciliari

Al giorno d'oggi, i seguaci del messaggio di Gesù (mwcpwcristiani) sono circa 2,1 miliardi, cioè poco meno di un terzo degli abitanti del mondo.cite-ref-238[161] I cristiani sono suddivisi in molte chiese, confessioni o denominazioni, che possono essere distinte in riferimento all'effettivo riconoscimento dei vari concili ecumenici.

Le decisioni dei primi sette concili ecumenici sono adottate dalle maggiori confessioni cristiane, che condividono dunque la stessa cristologia: mwcqicattolici, mwcqmortodossi, mwcqqprotestanti, mwcquanglicani. Le diversità tra queste chiese riguardano prevalentemente questioni mwcqyecclesiologiche.

Alcune chiese di tradizione mwcqgmonofisita riconoscono solo i primi tre concili, rigettando dunque il concilio di Calcedonia e i seguenti: si tratta dei cristiani mwcqkcopti, siriaci e mwcqsarmeni. Secondo queste confessioni, in Gesù è presente la sola natura divina, la quale ha assorbito quella umana.

Alcune chiese di tradizione mwcq0nestoriana riconoscono solo i primi due concili, rifiutando il concilio di Efeso e i seguenti: si tratta dei cosiddetti cristiani mwcq4assiri. A loro detta, in Gesù ci sono due nature e due persone, connesse da un'unione puramente morale.

Chiese cristiane non conciliari

Altre chiese cristiane non si riconoscono nella tradizione storica e teologica propria del Cristianesimo tradizionale, basato sulle decisioni dei primi concili ecumenici. Principalmente esse rigettano le definizioni sull'unicità di Dio e la natura divina di Gesù riportate nel mwcreCredo del concilio di Nicea.

• Secondo i testimoni di Geova,cite-ref-239[Nota 78] Gesù non è Dio, ma suo figlio, e come tale sottoposto al Padre, non esiste dall'eternità,cite-ref-240[Nota 79] ma fu il principio della creazione di Dio-mwcrwGeova ed è pertanto chiamato dalla Bibbia «Figlio Unigenito». Per mezzo di lui, impiegato come artefice (Proverbi 8:30) sono state create tutte le cose.cite-ref-241[162] Nacque dalla vergine Maria, fu il Messia preannunciato dalle Scritture, ha predicato e compiuto miracoli, mwcseè morto su un palo di tortura (non una croce) in sacrificio di riscatto, per redimere l'umanità dal mwcsipeccato adamico; è risorto, e tornerà alla fine dei tempi per instaurare un regno di pace retto da un governo mondiale eterno. Gesù, ad avviso dei testimoni di Geova è anche colui che lmwcsm'mwcsqApocalisse di Giovanni o mwcsuRivelazione identifica come l'mwcsyarcangelo Michele.cite-ref-242[163]
• Secondo la mwcswChiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mwcs0mormoni), Gesù è il Cristo, il Redentore, il Figlio di Dio e l'Iddio Eterno.cite-ref-243[Nota 80] Inoltre, Gesù è considerato il Geova dell'Antico Testamento,cite-ref-244[164] e dunque il Creatore del mondo.cite-ref-245[165] Per i mormoni, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio,cite-ref-246[166] in quanto uniti e in armonia nei proposti e nella dottrina, benché siano personaggi separati e distinti, infatti, il Padre e il Figlio sono esseri spirituali con corpi tangibili di carne e ossa, mentre lo Spirito Santo è una persona di solo spirito.cite-ref-247[167] In base al racconto del mwcuimwcumLibro di Mormon —mwcuq testo considerato sacro dai mormoni al pari della mwcuuBibbiamwcuy —, Gesù, dopo essere risorto a Gerusalemme, apparve e impartì i suoi insegnamenti ad un popolo che abitava il continente americano,cite-ref-248[168] discendente da famiglie del lignaggio di mwcusIsraele. Secondo una tradizionale interpretazione di mwcuwmwcu0Dottrina e Alleanze mwcu420,1, altro testo sacro per i mormoni, si ritiene che Gesù sia nato il 6 aprile dell'mwcu81 a.C.

• Secondo la mwcviChiesa dell'unificazione del reverendo mwcvmSun Myung Moon, Gesù non è Dio, ma soltanto un uomo. Non è nato verginalmente, ma era figlio illegittimo di Maria e mwcvqZaccaria.cite-ref-249[169] La sua predicazione si rivelò fallimentare, principalmente a causa del mancato supporto di Giovanni Battista. La mwcvkmorte in croce di Gesù non ha significato salvifico, mentre la sua risurrezione non è stata corporale: si è trattato soltanto di un suo "ritorno" in forma spirituale. Il reverendo Moon si definisce «terzo Adamo» e incarnazione dello stesso Gesù.cite-ref-250[170]

Liturgia

Tutta la mwcwoliturgia cristiana è costruita intorno alla figura di Gesù.

• I mwcw0riti principali sono i mwcw4sacramenti (sette nella tradizione cattolica e ortodossa, di numero variabile a seconda delle varie chiese protestanti), che sono considerati basati sul comando e l'esempio di Gesù.cite-ref-251[Nota 81] Il principale sacramento è l'eucaristia (mwcxmtraslitterazione del termine greco εὐχαριστία, mwcxqeucharistía, "rendimento di grazie"), che, secondo il racconto dei vangeli, Gesù istituì nel corso dell'Ultima Cena. Tra le varie chiese cristiane vi sono notevoli differenze circa il significato da attribuirsi all'eucaristia:

• per la Chiesa cattolica e quella ortodossa, durante l'eucaristia —mwcxc celebrata nel più ampio rito della mwcxgmessa ("mwcxkdivina liturgia" nella dicitura ortodossa)mwcxo — avviene il miracolo della mwcxstransustanziazione: la sostanza del pane e del mwcxwvino muta in quella del mwcx0corpo e mwcx4sangue di Gesùcite-ref-252[Nota 82] («mwcympresenza reale»), rimanendo però inalterati gli mwcyqaccidenti (forma, colore e sapore).cite-ref-253[Nota 83] La tradizione cattolica riconosce che, nel caso dei cosiddetti mwcykmiracoli eucaristici, tale mutazione riguarda anche gli accidenti;
• per le chiese protestanti di tradizione mwcysluterana, durante l'eucaristiamwcyw – celebrata durante il rito della "Cena del Signore", avviene l'mwcy0unione sacramentale:cite-ref-254[171] alle sostanze del pane e del vino si affiancano quelle del corpo e sangue di Gesù;
• per le chiese protestanti di tradizione mwczmcalvinista, l'Eucaristia rappresenta invece una semplice commemorazione, o ricordo, dell'Ultima Cena e del sacrificio in croce di Gesù, in cui la presenza di Cristo è soltanto «pneumatica», ovvero spirituale.cite-ref-255[172]

• L'mwczkanno liturgico è il ciclo temporale, della durata di un anno, in cui sono scandite le celebrazioni relative ai principali avvenimenti della vita di Gesù, per esempio il Natale (nascita), l'Epifania (visita dei mwczoMagi), la Pasqua (risurrezione).
• Le mwczwpreghiere usate nella liturgia si basano sui testi della Bibbia. La «preghiera della Chiesa per eccellenza»cite-ref-256[173] è il mwcaePadre Nostro, insegnato dallo stesso Gesù agli apostoli in mwcaiMt6,9-13cite-ref-257[174].

Le varie chiese hanno poi sviluppato riti e preghiere proprie, per esempio, nella tradizione cattolica sono importanti il mwcagRosario (nei cui 20 «misteri» sono ricordati i principali eventi della vita di Gesù e di sua madre) e la mwcakVia Crucis (che ripercorre in 14 «stazioni» gli eventi della passione e morte di Cristo).

Reliquie

Secondo le tradizioni cattolica ed ortodossa, non accettate dai protestanti, esistono numerose mwcbmreliquie attribuibili a Gesù. È probabile che molte di queste siano falsi medievali.

In epoca contemporanea, la più nota, studiata e discussacite-ref-258[Nota 84] reliquia attribuita a Gesù è la Sindone (σινδών, mwcbksindón, significa "lenzuolo" in greco), attualmente conservata a mwcboTorino e di possesso personale del mwcbspapa. Secondo la tradizione, è il lenzuolo nel quale è stato avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro. Il tessuto è di mwcbwlino e misura 442×113mwcb0 cm. Presenta la doppia immagine (frontale e dorsale) di un uomo con barba, baffi e capelli lunghi, recante sul corpo i segni corrispondenti alla descrizione della passione: flagellazione, coronazione di spine, mani e piedi trapassati da chiodi, ferita di lancia nel costato. L'immagine non è dipinta, ma deriva da un graduale ingiallimento della fibra tessilemwcb4 – come se si trattasse dell'impressione negativa di una mwcb8pellicola fotografica.cite-ref-259[Nota 85] In corrispondenza delle ferite più profonde sono presenti tracce di sangue di tipo mwccqAB.

La mwccystoria della Sindone è documentata con certezza solo a partire dal 1353, anno in cui il cavaliere francese mwcccGoffredo di Charny, che aveva combattuto in Medio Oriente, ne dichiarò il possesso. La Chiesa non si è mai ufficialmente pronunciata circa l'autenticità della Sindone, ma ne permette comunque la venerazione. In epoca contemporanea è stata oggetto di numerosissimi mwccgstudi scientifici. Ha destato grande eco l'mwcckesame del carbonio 14 realizzato nel 1988mwcco – secondo il quale andrebbe datata, con certezza al 95%, tra il 1260 e 1390cite-ref-260[175] e si tratterebbe quindi di un falso medievale. I sostenitori dell'autenticità della Sindone fanno però notare come il reperto sia stato sicuramente contaminato in vario modo lungo i secoli (funghi, batteri, manipolazione non protetta, incendio; fu anche bollita nell'olio), lasciando ipotizzare una possibile alterazione del risultato dell'esame. Inoltre, sostengono, anche che se si trattasse di un falso medievale, non sarebbe comunque chiaro il metodo usato dal falsario per "impressionare" il tessuto.cite-ref-261[176]

Un'altra reliquia attribuita a Gesù, meno nota e studiata della Sindone, è il mwcdqsudario di Oviedo – un panno di lino che sarebbe stato usato per pulire il volto di Gesù durante la deposizione, prima che venisse avvolto dalla Sindone. Contiene macchie indistinte di sangue di mwcdutipo AB. L'mwcdyesame al carbonio 14 lo ha datato al VII secolo.

Le altre reliquie attribuite a Gesù sono i presunti mwcdgresti del corpo di Gesù (tra cui varie tracce di sangue, una mwcdkcostola, i resti della circoncisione del mwcdoprepuzio) e oggetti con cui egli sarebbe entrato a contatto, come mwcdsstrumenti della Passione (la mwcdwcroce, i chiodi, la mwcd0corona di spine, la mwcd4lancia, il mwcd8mwceatitulus crucis, o nella tradizione medievale il mwceeSanto Graal).

Gesù in altre tradizioni religiose

Ebraismo

L'mwcekEbraismo non riconosce Gesù come il Messia atteso, né tanto meno gli attribuisce natura divina, caratteristiche che sono considerate estranee alla tradizione e alla religione monoteistica ebraica.cite-ref-262[Nota 86] mwce4Mosè Maimonide, rabbino del mwce8XII secolo e fondamentale teologo ebraico, lo chiama «Gesù il Nazareno», e lo considera alla stregua di un rabbì itinerante, al quale la successiva tradizione cristiana, mentendo, ha attribuito miracoli e di cui ha falsamente proclamato la resurrezione.cite-ref-263[177]

Circa il processo di Gesù che ne decretò la morte, secondo la mwcfumwcfyJewish Encyclopedia,cite-ref-264[178] la responsabilità fu della "arrogante" gerarchia mwcfssadducea. Questa ne decretò la morte consegnandolo a Pilato, ma non istituì un vero e proprio processo mwcfwsinedrita (che avrebbe coinvolto anche l'mwcf0ebraismo farisaico, da cui deriva l'mwcf4ebraismo rabbinico). Il principale motivo della condanna non derivò da questioni teologiche relative alla divinità o messianicità di Gesù, ma dalla reazione all'episodio della cosiddetta purificazione del Tempio da lui compiuto.

Islam

Sulla base del mwcgmCorano, i seguaci dell'mwcgqIslam onorano la figura di Gesù (mwcguعيسى, mwcgyʿĪsā in mwcgcarabo) e lo considerano un profeta e il Messia. L'Islam crede nel suo concepimento verginale da Maria, definita appunto mwcggal-Batūl, "la Vergine" (mwcgkIII,47; mwcgoXIX,20; mwcgsXXI,91; mwcgwLXVI,12). Gesù è un grande profeta di Dio (mwcg0ﺭﺴﻮﻝ الله, mwcg4rasūl Allāh, mwcg8IV,157; mwchaLXI,6; mwcheVI,85), ma di natura umana, e non divina (IV,171; mwchiV,75). Ha compiuto miracoli «col permesso di Allah» (V,110): cosa che non fu concessa neanche a Maometto, se si eccettua la sua perfetta fedeltà alla lettera del Messaggio divino, nel momento in cui egli lo riproponeva agli uomini. Non fu Gesù a essere crocifisso e morire in croce («qualcuno fu reso ai loro occhi simile a Lui», IV,157). Ascese al Cielo (III,55), senza dunque risorgere («Iddio lo innalzò a Sé», IV,158). In base al versetto «Egli non è che un Presagio per l'Ora» (mwchmXLIII,61), Gesù sarebbe destinato a tornare nel mondo, come mwchqMahdi, prima del mwchugiorno del Giudizio, apparendo all'altezza del mwchyminareto cosiddetto "di ʿĪsā" nella mwchcGrande Moschea degli Omayyadi di mwchgDamasco. Il suo fine di combattere e sconfiggere il mwchkDajjāl sarà coronato da successo ed egli potrà avviare quindi un quarantennio di perfetta vita islamica sulla Terra, prima di morire, infine, di morte naturale ed essere sepolto a mwchoMedina, risorgendo subito dopo, nell'apocalittico mwchsYawm al-dīn per il definitivo giudizio divino.cite-ref-265[Nota 87] La necessità della sua morte sembra d'altronde coerente con l'assioma per cui a nessun uomo è concessa l'immortalità, tanto che anche Maometto dovette morire nel mwcia632.

Alcuni commentatori del Corano (tra cui Zamakhsharī e Baydāwī)cite-ref-muslim-266-0[179] sostengono che uno degli apostoli (magari mwciyPietro) si sia offerto come "sostituto" per il maestro, nella speranza di ottenere il paradiso come ricompensa. Tra le altre ipotesi avanzate circa l'identità del sostituto: Simone di Cirene,cite-ref-basilideset-226-1[151] Giuda Iscariota,cite-ref-267[180] mwci8Satana, un soldato romano di nome Titanus, o un altro sconosciuto.

Il movimento della mwcjeAhmadiyya di Qādyān e di mwcjiLahore, in mwcjmIndia —mwcjq di origine islamica, ma considerato dai sunniti e dagli sciiti come ereticomwcju — afferma che Gesù non sarebbe morto in croce: a loro detta, rimase sulla croce per quattro ore poi venne rimosso e curato dalle sue ferite con un unguento speciale chiamato mwcjymarham-i Īsā (unguento di Gesù);cite-ref-268[181] dalla Palestina fuggì poi in India, dove visse ancora per molti anni, fino a morire di vecchiaia a mwcjsSrinagar, nel mwcjwKashmir: qui, in effetti, si trova un monumento tradizionalmente indicato come «mwcj0la tomba di ʿĪsā» e secondo gli Ahmadiyya il fondatore del loro movimento religioso mwcj4Mirza Ghulam Ahmad è il ritorno spirituale di Gesù.

Bahaismo

La fede mwckeBahá'í considera Gesù come una manifestazione dell'unico Dio, al pari di Muhammad, mwckiBuddha, mwckmKrishna, mwckqZoroastro e dei messaggeri delle altre grandi religioni.cite-ref-269[182] Gesù come tutte le manifestazioni di Dio ha una doppia natura, umana e divina; tuttavia, non è possibile che sia presente nella sua persona la pienezza di Dio, in quanto egli è assolutamente trascendente. Gesù è il Messia preannunciato dall'Antico Testamento. Come i cristiani e i musulmani, anche i bahá'í credono nel concepimento verginale di Gesù, tuttavia ritengono che Egli è Figlio di Dio in senso spirituale, ma non biologico.cite-ref-270[183] mwck0Bahá'u'lláh, il fondatore della Fede mwck4Bahà'i, rappresenta il ritorno di Gesù in senso spirituale e non fisico.

Religioni classiche

La figura di Gesù e il suo insegnamento vengono investigati dai teologi e filosofi del cosiddetto «mwclepaganesimo» solo a partire dal III secolo. Al riguardo, tuttavia, disponiamo di poche fonti, per lo più mediate dalle opere dei mwcliPadri della Chiesa del IV secolo.

Il principale testo di riferimento è certamente la mwclqFilosofia desunta dagli oracoli, opera perduta del filosofo «pagano» mwcluPorfirio (203-305). In quest'opera, secondo quanto riporta mwclySant'Agostino, Porfirio afferma:

«Certamente al di là di ogni aspettativa può sembrare quel che sto per dire. Gli dèi hanno considerato il Cristo molto devoto e hanno ricordato che è stato reso immortale anche per la sua predicazione. Gli dèi dicono che i cristiani al contrario sono corrotti, depravati, avviluppati nell'errore e proferiscono molti oltraggi contro di loro.»

(Agostino, La città di Dio, XIX, 23)

Aggiunge poi altri brani come responsi degli dèi che oltraggiano i cristiani; quindi afferma:

«A coloro che chiedevano se Cristo è Dio,

Ecate

rispose: "Tu sai come l'anima umana dopo il corpo si perfeziona, ma separata dalla sapienza è sempre in errore. Quell'anima è di un uomo insigne; essi lo adorano perché la verità non è in loro".»

(Agostino, Op. cit.)

Dunque mwcl0Ecate ha detto che era un uomo molto devoto e che la sua anima, come quella degli altri uomini devoti dopo la morte, fu stimata degna dell'immortalità e perciò i cristiani, che sono insipienti, lo adorano. E aggiunge:

«A coloro che interrogavano: "Ma perché dunque è stato condannato?", la dea diede questo responso: "Il corpo è sempre soggetto a tormenti che lo spossano; invece l'anima degli uomini devoti ha la propria dimora nella casa del cielo. Però quell'anima diede per fatalità ad altre anime d'impigliarsi nell'errore e ad esse il destino non concesse di ottenere i doni degli dèi né di avere il riconoscimento di Giove l'immortale. Sono perciò detestati dagli dèi perché, sebbene ad essi per destino non fu dato di conoscere il Dio né di ricevere doni dagli dèi, Cristo è stato l'occasione fatale di d'impigliarsi nell'errore. Egli, essendo devoto, come tutti i devoti, ebbe dimora in cielo. Quindi non lo oltraggerai ma avrai pietà della pazzia degli uomini, per i quali egli è facilmente un pericolo estremo".»

(Agostino, Op. cit.)

Quindi, secondo questa testimonianza «pagana», Gesù era un uomo saggio e pio, degno dell'immortalità insieme a mwcmePitagora ed mwcmiEracle, ma i suoi seguaci, i cristiani, ebbero il grave torto di trasformarlo in un dio e quindi di adorarlo, rinnegando così l'essenza di Dio. I cristiani dovrebbero dunque limitarsi ad adorare Dio senza credere in Gesù come Dio.cite-ref-271[184]

La posizione di queste opere «pagane» – il rifiuto di Cristo come Dio ma il rispetto di Cristo come maestro e santo, verrà poi ripresa da alcune correnti cristiane del IV secolo dette «adozioniste», giudicate eretiche dalle Chiese cristiane conciliari.

Buddhismo

Data la precedenza cronologica, sia nell'insegnamento di Buddha (mwcmoVI-mwcmsV secolo a.C.), sia nei testi sacri mwcmwbuddhisti, i mwcm0Tripitaka (la cui prima redazione scritta risale al mwcm4I secolo a.C.) non vi possono essere riferimenti alla figura di Gesù. Tuttavia, nella sezione mwcm8Wàijiàobù (外教部, mwcneT.D. 2139) del mwcniCanone buddhista cinese sono raccolti dei testi, databili ai primi secoli della nostra era, della Chiesa nestoriana.cite-ref-272[Nota 88] Non è ancora dato di sapere il loro contenuto in quanto questi scritti non sono mai stati tradotti in lingua occidentale, né in un'edizione critica in lingua cinese o giapponese. L'incontro tra buddhisti e cristiani, quindi l'incontro dei buddhisti con la figura di Gesù, avvenne certamente già nel IV secolo quando è attestata la compresenza pacifica di monasteri buddhisti e cristiani nell'area di mwcncMerv (nell'attuale mwcngTurkmenistan).cite-ref-273[Nota 89] Coesistenza finita drammaticamente nel VI secolo al sopraggiungere di truppe persiane di fede mwcn0mazdeista che distrussero i conventi di ambedue le religioni.

Oggi, alcuni buddhisti —mwcn8 tra i quali l'attuale mwcoaDalai Lama, mwcoeTenzin Gyatsocite-ref-274[185]mwcoy — considerano Gesù come un mwcocbodhisattva ("illuminato") che ha dedicato la sua vita al bene dell'umanità, caratterizzando la sua predicazione con valori tipici del Buddhismo, quali pazienza, tolleranza e compassione. Tuttavia, Gesù non viene considerato manifestazione di un dio creatore, fonte unica e ultima di salvezza.

Induismo

Non esistendo nell'mwcowInduismo una struttura unitaria e centralizzata, i movimenti religiosi di tale matrice hanno posizioni variegate riguardo alla figura di Gesù. Il mwco0guru mwco4Ramakrishna (1836–1886) credeva che Gesù fosse un'mwco8incarnazione di Dio, ma non l'unica, come anche mwcpaBuddha e mwcpeKrishna.cite-ref-275[186] Il guru mwcpyParamahansa Yogananda (1893–1952) riteneva Gesù la mwcpcreincarnazione di mwcpgEliseo, un profeta discepolo di mwcpkElia, il quale si sarebbe a sua volta reincarnato in mwcpoGiovanni Battista divenuto maestro dello stesso Gesù.cite-ref-276[187]

Del mwcqaMahatma Gandhi è celebre l'mwcqeaforisma:

(inglese)

«I like your Christ, I do not like your Christians. Your Christians are so unlike your Christ.

»

(italiano)

«Mi piace il vostro Cristo, non mi piacciono i vostri cristiani. I vostri cristiani sono così diversi dal vostro Cristo.»

(Mohandas Karamchand Gandhi)

Gnosticismo

Il mwcqwcristianesimo gnostico vedeva la figura di mwcq0Gesù come un messaggero della mwcq4luce divina, venuto per rivelare la mwcq8mwcragnosis, cioè la conoscenza segreta in grado di liberare l'umanità dall'mwcreinganno del mwcrimondo materiale, ritenuto opera di un mwcrmDemiurgo malvagio.cite-ref-mccoy-278-0[189]

Oltre all'aspetto solo apparentemente mwcrkcarnale, secondo la concezione mwcrodocetica, a Gesù veniva attribuita una fisionomia variegata, che poteva assumere quella di mwcrsbambino, di mwcrwadulto, o di mwcr0anziano.cite-ref-biguzzi-279-0[190] Alcune mwcsiscuole gnostiche tenevano inoltre a distinguere l'uomo Gesù dal mwcsmCristo divino, che si sarebbe mwcsqincarnato in lui solo al momento del mwcsubattesimo nel Giordano, per abbandonarlo poco prima della mwcsycrocifissione.cite-ref-mccoy-278-1[189]

Anche la mwcswresurrezione assumeva un significato radicalmente diverso rispetto al cristianesimo tradizionale, essendo vista non come un reintegro o rivitalizzazione del mwcs0corpo fisico, bensì al contrario come una definitiva liberazione da questo, ossia l'abbandono dei vincoli della mwcs4materia con la conseguente assunzione di una natura puramente mwcs8spirituale.cite-ref-mccoy-278-2[189]

Rastafarianesimo

Nel mwctyRastafarianesimo, fede religiosa discendente dal Cristianesimo, Gesù si è reincarnato per la seconda volta nell'imperatore d'mwctcEtiopia mwctgHailé Selassié. In tale fede, il mwctkLeone di Giuda e la bandiera etiope imperiale sono i simboli più importanti.

Teosofia e antroposofia

Nella mwcuqteosofia Gesù è ritenuto una personalità diversa dal mwcuuCristo: quest'ultimo indica un principio divino, portatore della scintilla di elevazione della mwcuycoscienza umana,cite-ref-280[191] mentre l'uomo Gesù viene considerato un supremo mwcusiniziato, o un mwcuwmaestro di saggezza,cite-ref-281[192] chiamato piuttosto mwcveChrestos («un uomo buono»).cite-ref-theosophy-282-0[193] Secondo mwcvyHelena Blavatsky, quello del «Dio Gesù» sarebbe pertanto un mwcvcmito, inventato secoli dopo la morte di un vero personaggio storico, inteso però quale semplice riformatore spirituale nel contesto mwcvgebraico, talora identificato con un membro degli mwcvkEsseni.cite-ref-283[194]

Al di là del suo nome effettivo, la figura dell'uomo Gesù è stata rivalutata da altri teosofi come mwcv8Besant, mwcwaLeadbeater, mwcweBailey, come un veicolo corporeo del mwcwimwcwmLogos,cite-ref-284[195] mentre questo, cioè il principio cristico, è stato accostato alle divinità delle mwcwgreligioni orientali, identificato in particolare con mwcwkMaitreya nel mwcwobuddismo,cite-ref-285[196] e con una sua manifestazione fisica conosciuta nell'mwcw8induismo come mwcxaKrishna.cite-ref-poller-286-0[197]

Anche l'mwcxyantroposofia riconosce mwcxcGesù come maestro,cite-ref-jesus-287-0[198] distinguendolo analogamente dal Cristo,cite-ref-christ-288-0[199] ma quest'ultimo, a differenza della teosofia,cite-ref-rhodes-289-0[200] è considerato lo spirito supremo del mwcyqSole,cite-ref-sun-290-0[201] e collocato al vertice della mwcykgerarchia angelica degli mwcyoElohim,cite-ref-291[202] seppure separato da costoro in quanto membro della divina mwcy8Trinità.cite-ref-292[203] Le vicende descritte nei mwczqVangeli riguardanti la vita di Gesù avrebbero da un lato un significato mwczuiniziatico e mwczyallegorico, ma sarebbero anche eventi reali, che rappresentavano per mwczcSteiner il compimento storico di mwczgsimboli e mwczkmiti espressi dalle varie mwczoreligioni misteriche pre-cristiane.cite-ref-293[204]

Ritenuto l'mwc0aarchetipo dell'mwc0eessere umano,cite-ref-294[205] colui che ne ridesta le mwc0yforze del mwc0clibero mwc0gpensare mwc0kindividuale,cite-ref-christ-288-2[199] il Cristo si sarebbe incarnato in Gesù durante i tre anni del suo mwc04ministero,cite-ref-jesus-287-1[198] e con la sua mwc1mmorte e mwc1qresurrezione sarebbe divenuto il «nuovo mwc1uAdamo»,cite-ref-295[206] la cui rilevanza per l'antroposofia non sta nell'insegnamento di una dottrina, bensì nel mwc1odono d'mwc1samore che fece del mwc1wsuo Corpo,cite-ref-296[207] elargito attraverso il «mwc2emistero del Golgota»,cite-ref-297[208] mirante a restaurare le forze formative di tutti i corpi umani, non solo per i suoi seguaci, infondendo il proprio impulso cristico nell'atmosfera animica della Terra.cite-ref-298[209]

Shintoismo

Nella cultura di massa

La persona di Gesù e gli eventi a lui relativi narrati nel Nuovo Testamento hanno ispirato innumerevoli opere artistiche e culturali nei successivi due millenni. Si tratta soprattutto di pitture, mosaici, statue, melodie e canti a uso della mwc3odevozione cristiana; in epoca contemporanea, si sono aggiunti anche romanzi, film, opere teatrali.

Le raffigurazioni pittoriche di Gesù e dei santi, attestate sin dai primi secoli dell'era cristiana, marcano un deciso distacco dalla religiosità ebraica, che avversava profondamente qualunque riproduzione di esseri viventi e mwc3wvietava categoricamente la raffigurazione di Dio.

I vangeli non forniscono una descrizione fisica di Gesù. Nei primi secoli del Cristianesimo non si hanno sue rappresentazioni dirette, ma piuttosto simboli o immagini allegorichemwc34 – come il mwc38pesce, il Buon Pastore, il mwc4aCrismon-mwc4eLabarum, il mwc4iSator. Non sono attestate rappresentazioni antiche della crocifissione, che per la cultura greco-romana rappresentava la pena più ignominiosa (fa eccezione il cosiddetto mwc4mgraffito di Alessameno, probabile "mwc4qvignetta" anticristiana).

Nel periodo tardo antico, con la secolarizzazione del culto cristiano e il distacco definitivo dalla tradizione ebraica, si diffondono rappresentazioni dirette di Gesù. Il suo volto viene inizialmente raffigurato come quello di un giovane imberbe e con i capelli corti, tale modello rimarrà in uso fino al VI secolo, con una successiva ripresa in mwc4yetà carolingia. Dal IV secolo appare il Gesù barbuto, con i capelli lunghi, che è diventato la raffigurazione tradizionale del Cristo. Il cambiamento fu probabilmente influenzato in Oriente dal mwc4cMandylion e in Occidente, successivamente, dalla Sindone, che peraltro i sindonologi ipotizzano coincidente con lo stesso Mandylion.

Per secoli l'iconografia ha privilegiato l'aspetto maestoso e glorioso di Gesù risorto, rappresentato dal modello del Pantocratore ("onnipotente"). A partire dal mwc4kMedioevo, in concomitanza con la predicazione di mwc4oFrancesco d'Assisi, si afferma definitivamente in Occidente la raffigurazione della crocifissione, che si affianca a quella di Gesù risorto.

Nel mwc4wRinascimento, la figura di Gesù si laicizza e diventa il prototipo dell'uomo perfetto. Tale visione avrà il suo massimo esponente in mwc40Michelangelo, che nel Giudizio universale recupera l'immagine paleocristiana del Cristo imberbe.cite-ref-299[210]

Note

cite-note-1Nota 1. Con maggiore consenso tra gli studiosi, tra il 7 e il 6 a.C. (vedi in merito mwc5kdata di nascita di Gesù).
cite-note-2Nota 2. Con maggiore consenso tra gli studiosi, venerdì 7 aprile 30 d.C. (vedi in merito mwc50data di morte di Gesù).
cite-note-5Nota 3. Va precisato, tuttavia, che non tutte le correnti cristiane ritengono l'umanità di Gesù reale. Così la mwc6eChiesa copta ortodossa ritiene la sua umanità solo apparente; altre correnti cristiane invece, come gli mwc6iEbioniti, hanno negato la divinità di Gesù considerandolo solo un uomo dotato di carismi divini; altre ancora lo hanno considerato alla stregua di un mwc6mangelo o di mwc6qPneuma e, infine, come energia quasi personalizzata del Dio biblico (Cristo come Sapienza e mwc6uLógos di Dio), artefice della creazione e quindi come entità divina egli stesso, partecipe del Padre ma da lui personalmente distinto: cfr. Manlio Simonetti, mwc6yCristologia in mwc6cDizionario delle religioni. Torino, Einaudi, 1993, p.173.
cite-note-6Nota 4. Probabilmente i tre anni dal mwc6s28 al mwc6w30 (cfr. mwc60data di morte di Gesù).
cite-note-7Nota 5. Fanno eccezione un soggiorno lungo la costa mwc7efenicia, fra mwc7iTiro e mwc7mSidone, e nella mwc7qDecapoli; cfr. mwc7umwc7ymwc7cMc+7,24;31.Mt+15,21 Mc 7,24.31; Mt 15,21, su mwc7glaparola.net.
cite-note-10Nota 6. mwc74 mwc78 mwc8a(inglese) mwc8i«The most important sources for Jesus are found in the New Testament—Paul and the synoptics and their sources, including Q, the hypothetical sayings source used by Matthew and Luke. The Gospel of John is of less help, as are the various apocryphal gospels, although the Gospel of Thomas seems to contain some early and independent sayings of Jesus. Non-Christian sources—the Jewish historian Josephus, the Babylonian Talmud, the Roman historians Tacitus and Suetonius, and others—do little more than confirm Jesus' existence and his crucifixion under Pontius Pilate. Scholars disagree on the reliability of the extant sources and so they do not concur on how much we can know about the historical Jesus. Discussions of method have led to no consensus. Many attempt to reconstruct Jesus by passing individual units through various criteria of authenticity. Such criteria are not particularly reliable. It seems safer to base one's major conclusions upon the larger patterns and themes that run throughout the various sources. It is probably in such patterns and themes, if anywhere, that the Jesus of history has been remembered.» mwc8m(italiano) «Le fonti più importanti per mwc8uricostruire la figura storica di Gesù sono presenti nel Nuovo Testamento – le mwc8ylettere di Paolo, i mwc8cvangeli sinottici e le loro fonti, inclusa la mwc8gfonte Q, un'ipotetica raccolta di detti utilizzata da Matteo e Luca. Il Vangelo di Giovanni è di minore aiuto, così come i vari vangeli apocrifi, sebbene il Vangelo di Tommaso sembri contenere alcune mwc8kpericopi iniziali ed indipendenti di Gesù. Le fonti non cristiane – lo storico ebraico Giuseppe, il Talmud babilonese, gli storici romani Tacito e Svetonio, e altri – fanno poco più che confermare l'esistenza e la crocifissione di Gesù sotto Ponzio Pilato, governatore Romano della Galilea.Gli studiosi sono in disaccordo sull'affidabilità delle fonti ancora esistenti e non concordano di conseguenza su quanto si possa sapere riguardo alla figura storica di Gesù. Discussioni sui metodi non hanno condotto al [raggiungimento del] consenso. Numerosi studiosi tentano di ricostruire mwc8ola figura storica di Gesù attraverso unità individuali e vari criteri di autenticità. Tali criteri non sono particolarmente affidabili. Sembra più sicuro basare le proprie conclusioni principali sugli schemi e sui temi più ricorrenti nelle varie fonti. È probabilmente in tali schemi e in tali temi che il Gesù storico è stato ricordato, se il suo ricordo è stato tramandato.» mwc8s(Dale C. Allison Jr., «Jesus», in mwc8wEncyclopedia of Religion, New York, MacMillan, 2005, vol. 7, p. 4848)
cite-note-12Nota 7. Il primo studioso a offrire un approccio critico sul tema fu il deista e illuminista tedesco mwc9aHermann Samuel Reimarus (1694-1768) che, nel 1754 nel suo saggio mwc9eAbhandlungen von den vornehmsten Wahrheiten der natürlichen Religion, volle confutare la sussistenza dei miracoli nell'Antico e nel Nuovo Testamento.
cite-note-13Nota 8. mwc9c mwc9g«From early times, Christians worshiped Jesus. John’s gospel already speaks of him as divine (1:1–4), and the dominant Christian tradition makes Jesus’ deity an article of faith. So just as human beings always make gods in their own image, so too have Christians done with Jesus.» mwc9k(Dale C. Allison. «Jesus» in mwc9sEncyclopedia of Religion, vol. 7. New York, Macmillan, 2005, p. 4843)
cite-note-16Nota 9. Ad esempio quei movimenti che vanno sotto la denominazione di mwc98Jesus Movement sorti negli Stati Uniti a partire dagli anni sessanta. Cfr. David Di Sabatino. mwc-aThe Jesus People Movement: An Annotated Bibliography and General Resource. Westport, Conn., 1999. E anche Ronald Enroth, Edward Ericson e C. Breckinridge Peters. mwc-eThe Jesus People: Old Time Religion in an Age of Aquarius. Grand Rapids, Mich., 1972.
cite-note-191. Molto controversa è invece l'attribuzione del papiro mwc-u7Q5, ritrovato a mwc-yQumran, che risale almeno al mwc-c50 d.C.: secondo alcuni studiosi, conterrebbe mwc-gmwc-kmwc-oMc 6,52-53, su mwc-slaparola.net.; ma la necessità di giustificare molte incongruenze col testo tràdito spinge molti altri papirologi a negargli tale attribuzione — che, se confermata, dovrebbe arretrare di qualche decennio la presunta data di composizione del mwc-wVangelo secondo Marco.
cite-note-23Nota 11. La datazione al I secolo è proposta dalla maggior parte degli studiosi. Vedi p.es. mwc-aBibbia TOB (1975-1976): Matteo 80-90 d.C. (p. 2175); Marco 65-70 (p. 2261); Luca 80-90 (p. 2317); Giovanni fine I secolo (p. 2414). Datazioni ancora più alte sono state proposte da J.A.T. Robinson, Carsten Thiede, così anche mwc-eAugias-mwc-iPesce, mwc-mop. cit., pp. 15-16. La scuola della "Formgeschicte" ha suggerito datazioni più avanzate: i vangeli avrebbero raggiunto la loro forma definitiva, anche a seguito di diverse redazioni, solo intorno alla metà del mwc-qII secolo(Vedi mwc-uAlfred Loisy, mwc-yLe origini del Cristianesimo, 1964, p. 55-59;161. mwc-cDonini (mwc-gop. cit.) ipotizza una datazione tra il 70 e la metà del II secolo.)
cite-note-24Nota 12. mwc-wMoraldi, mwc-0op. cit., p. 31: circa gli apocrifi, «il valore storico diretto [relativo cioè a Gesù e alla Chiesa delle origini] è, generalmente parlando, assai tenue, e il più delle volte nullo».
cite-note-25Nota 13. mwdaeMoraldi, mwdaiop. cit., p. 31: «[gli apocrifi permettono] un contatto diretto con i sentimenti, gli stati d'animo, le reazioni, le ansie, gli ideali di moltissimi cristiani d'Oriente e di Occidente, ci rivelano le tendenze, le correnti morali e religiose di moltissime chiese, o almeno di larghi strati di esse, completando, supplendo e a volte rettificando quanto ci è giunto da altre fonti».
cite-note-26Nota 14. Geno Pampaloni, mwdayLa fatica della storia, in Craveri, mwdacop. cit., pp. XIII-XXVIII, in particolare: «La materia narrativa [degli apocrifi] è assai ricca di colorito romanzesco, da antica fiaba popolare [...] il miracolo, come accade negli scrittori intimamente poveri di fantasia, è chiamato in causa di continuo, e si mescola quasi ingenuo lustrino al povero realismo degli scenari. È un miracolo che agisce con automatismo implacabile, penoso, senza altro significato che il suo stesso prodigio. Non ha accento spirituale, ma solo il peso, assoluto, del Potere» (p. XVII); «Dietro gli Apocrifi senti l'ansito grosso dell'approssimazione, l'impazienza della meraviglia, lo stupore di una fede che si confessa come un amore» (p. XXVII).
cite-note-29Nota 15. Nel 1968 sono stati ritrovati a Gerusalemme, in un ossario del I secolo, i resti di un uomo crocifisso, di nome mwdasYehohanan ben Hagkol (Cfr. Paul L. Maier, mwdawIn the Fullness of Time. A Historian Looks at Christmas, Easter and the Eraly Church, Kregel Publications, 1997, p. 165. In italiano, G. Ravasi - G. Perego, mwda0Atlante biblico, Ed. San Paolo, 2009, pp. 152 e 157).
cite-note-30Nota 16. mwdbeAramaico יֵשׁוּעַ (mwdbiYēšūa), mwdbmlatino Iesus, mwdbqarabo عيسى (mwdbuʿĪsā).
cite-note-32Nota 17. Cfr. 1 Re 19,16; Levitico 8,12; Salmi 133,2; 1 Samuele 10,1, 16,13; 2 Samuele 2,4, 5,3.L'unzione con olio era un mezzo di consacrazione sia per sacerdoti sia per re
cite-note-34Nota 18. mwdb4 mwdb8«The eschatological figure commonly identified with the Messiah occurs in chapter 7 of the Book of Daniel in a vision which is explained by the angel in a collective way as the holy ones of the most high, i.e., Israel or the pious among them. The author of Daniel based himself upon a more ancient tradition according to which the title son of man was a designation of a special eschatological figure. This idea existed possibly by the third century B.C.E.; the designation “man” for messiah already occurs in the Greek translation of the Pentateuch (see *Messiah) of this period.» mwdca(mwdceDavid Flusser)
cite-note-594. Per esempio, mwddqguarigione del cieco nato, mwdduBuon Pastore, mwddyrisurrezione di Lazzaro.
cite-note-785. Il più antico riferimento relativo alla risurrezione e alle apparizioni di Gesù è mwddomwddsmwddw1Cor 15,3-8, su mwdd0laparola.net.: la mwdd4Prima lettera ai Corinzi è infatti databile alla primavera del 56 (vedi mwdd8Bibbia TOB, p. 2608).
cite-note-87Nota 23. L'imperatore mwdemAugusto indisse tre censimenti universali, negli anni: mwdeq28 a.C., mwdeu8 a.C., mwdey14 d.C. (cfr. mwdecmwdegRes gestae divi Augusti, 8, mwdektesto LA, GRC, EN). Quello cui si riferisce Luca è probabilmente il secondo.
cite-note-89Nota 24. L'anno successivo alla nascita di Gesù secondo Dionigi il Piccolo è stato preso come anno d'inizio del mwde0calendario giuliano-mwde4gregoriano.
cite-note-90Nota 25. Propongono il 7-6 a.C. la mwdfiBibbia TOB (p. 2917), e la mwdfmBibbia di Gerusalemme (p. 2674); mwdfqFabris (mwdfuop. cit., p. 91) propone il 6-5 a.C.; Davide Righi (mwdfyStoria della Chiesa antica, p. 61) il 7-5 a.C.
cite-note-98Nota 26. mwdfoCatechismo della Chiesa cattolica n. 500: "Giacomo e Giuseppe, 'fratelli di Gesù' (Mt13,55) sono i figli di una Maria discepola di Cristo, la quale è designata in modo significativo come 'l'altra Maria' (Mt28,1)"
cite-note-99Nota 27. Martin Lutero, mwdf4Sermone sopra Giovanni, capitoli 1-4: "[Cristo] è stato l'unico figlio di Maria, e la vergine Maria non ha avuto altri figli oltre a lui [...] "fratelli" significa in realtà cugini, poiché la sacra scrittura e gli ebrei chiamano sempre fratelli i cugini [...] Egli, Cristo, il nostro salvatore, fu il frutto reale e naturale del grembo verginale di Maria [...] Ciò avvenne senza cooperazione dell'uomo, ed ella rimase vergine anche dopo".
cite-note-100Nota 28. Calvino, mwdgiCommento in Matteo 13,55: "Secondo il costume ebraico si chiamano fratelli tutti i parenti. E tuttavia Elvidio si è mostrato troppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perché in qualche punto si è fatta menzione di fratelli di Cristo".
cite-note-102Nota 29. Il primo studioso moderno che sostenne questa ipotesi, ampiamente ripresa da biblisti evangelici successivi, è stato mwdgyTheodor Zahn, mwdgcBrüder und Vettern Jesu. Lipsia 1900.
cite-note-105Nota 30. Secondo alcuni studiosi, il detto gesuano dell'eunuco sarebbe infatti rivolto a se stesso. L'ipotesi è riportata da mwdgsGiuseppe Barbaglio (in G.Barbaglio, mwdgwGesù ebreo di Galilea, EDB, 2002, pagg. 129-130), secondo il quale il celibato di Gesù è probabile, ma non certo.
cite-note-107Nota 31. Vedi il comando di Dio in mwdhamwdhemwdhiGen 1,28, su mwdhmlaparola.net..
cite-note-108Nota 32. Sul celibato degli esseni, cfr. Carl Olson, mwdhcCelibacy and Religious Traditions, Oxford University Press, 2008, pag. 44. Vedi anche mwdhg(mwdhkmwdhoEN) mwdhsGiuseppe Flavio, mwdhwmwdh0The War of the Jews, II, 8, 2. mwdh8«Presso di loro [gli esseni] il matrimonio è spregiato, e perciò adottano i figli degli altri quando sono ancora disciplinati allo studio e li considerano persone di famiglia e li educano ai loro principi. Non è che condannino il matrimonio e l'aver figli, ma si difendono dalla lascivia delle donne perché ritengono che nessuna rimanga fedele a uno solo»
cite-note-110Nota 33. Quest'ultima tradizione è documentata già nel mwdimI secolo da mwdiqFilone di Alessandria (cfr. Armand Puig i Tárrech, mwdiuGesù, edizioni San Paolo, 2007, pagg. 228-229).
cite-note-113Nota 34. Questa interpretazione è per esempio citata da Pesce (in Augias-Pesche, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006, pag. 129), che però le ritiene interpretazioni errate del testo.
cite-note-114Nota 35. Vedi Craveri, mwdiwop. cit., nota 3 a p. 521: «L'unione perfetta dei due eoni Soter/Sofia è il motivo del maggior affetto dimostrato da Gesù a Maria Maddalena».
cite-note-119Nota 36. Nel film mwdjamwdjeLa passione di Cristo il regista mwdjiMel Gibson propone il dialogo tra Gesù e mwdjmPilato in latino.
cite-note-120Nota 37. Jacob L. Teicher (mwdjcThe Dead Sea Scrolls: Documents of the Jewish Christian Sect of Ebionites, in mwdjgJournal of Jewish Studies, n. 2 [1951], pp. 67-99.) si è spinto a ipotizzare che Gesù fosse il "Maestro di Giustizia", cioè il capo della comunità essena di mwdjkQumran.
cite-note-127Nota 38. 1º ottobre 27 - 30 settembre 28 d.C., adottando il calendario siro-macedone; 1º gennaio - 31 dicembre 28, secondo il calendario giuliano. Vedi mwdj0Bibbia TOB, nota a mwdj4mwdj8mwdkaLc3,1, su mwdkelaparola.net.; Meier, vol. I, p. 377. A partire da questi due dati forniti da Luca, nel mwdkiVI secolo mwdkmDionigi il Piccolo ha collocato la nascita di Gesù nell'1 a.C., calcolando 782 mwdkqmwdkuab Urbe condita (cioè mwdky28 d.C., quindicesimo anno di Tiberio) – 29 (gli anni compiuti da Gesù, avendone «circa 30») = 753 mwdkcmwdkgab Urbe condita (cioè 1 a.C.).
cite-note-128Nota 39. Vedi mwdkwGiuseppe Flavio, mwdk0mwdk4Antichità giudaiche, 15, 11, 1, par. 380, mwdk8testo EN, secondo il quale mwdlaErode il Grande intraprese la ricostruzione e ampliamento del tempio nel diciottesimo anno del suo regno.
cite-note-129Nota 40. I sinottici pongono la mwdlqpurificazione del Tempio alla fine del ministero di Gesù (mwdlumwdlymwdlcMc11,15-19;Mt21,12-17;Lc19,45-48, su mwdlglaparola.net.), nell'immediata vicinanza della Pasqua di passione - l'unica narrata dai tre vangeli, probabilmente per esigenze narrative (mwdlkFabris, mwdloop. cit., p. 145).
cite-note-139Nota 41. Il termine ricorre 69 volte nel mwdl4Nuovo Testamento.
cite-note-140Nota 42. Il termine ricorre 33 volte nel mwdmiNuovo Testamento.
cite-note-141Nota 43. Traslitterazione del greco κήρυγμα, dal verbo κηρύσσω, mwdmykerýsso, "gridare" > "proclamare" > "annunciare". Il contenuto di questo annunzio è l'εὐαγγέλιον, mwdmceuanghélion, la "Buona Notizia", il "mwdmgVangelo".
cite-note-147Nota 44. Vedi soprattutto il "mwdmwdiscorso della Montagna".
cite-note-148Nota 45. Vedi anche mwdnaPaolo in mwdnemwdnimwdnmRm 14,17, su mwdnqlaparola.net..
cite-note-151Nota 46. In proposito si vedano anche le parole di Gesù rivolte ai farisei che lo accusavano di infrangere la legge mosaica: mwdngmwdnkmwdnoMc2,23-28, su mwdnslaparola.net.
cite-note-154Nota 47. Vedi soprattutto Adolf von Harnack (mwdn8L'essenza del cristianesimo [mwdoaDas Wesen des Christentums], 1900) e gli studiosi della cosiddetta scuola liberale.
cite-note-156Nota 48. Gesù chiama il Regno «paradiso» solo fugacemente in mwdoumwdoymwdocLc23,43, su mwdoglaparola.net., rivolgendosi in croce al "buon ladrone".
cite-note-157Nota 49. Il termine indica il mwdowgiardino dell'Eden dei primi capitoli della mwdo0Genesi.
cite-note-159Nota 50. Vedi soprattutto, pur con notevoli differenze tra loro, mwdpeJohannes Weiß, mwdpiAlfred Loisy, mwdpmAlbert Schweitzer.
cite-note-160Nota 51. Vedi p.es. mwdpcCatechismo della Chiesa cattolica, mwdpgnn. 541-542.
cite-note-161Nota 52. Vedi p.es. mwdpwCatechismo della Chiesa cattolica, mwdp0n. 671.
cite-note-162Nota 53. Vedi Giovanni Cerri, mwdqePlatone sociologo della comunicazione, Milano 1991, p. 55: «Il mito è per Platone una maniera elementare ed icastica di comunicare principi basilari, la cui comprensione concettuale è ovviamente assai più difficile e complicata».
cite-note-173Nota 54. Non è chiaro se l'annunciata nel Vangelo secondo Giovanni sia dello stesso miracolo.
cite-note-177Nota 55. In epoca moderna il primo autore che ha negato la storicità dei miracoli evangelici, oltre agli altri aspetti soprannaturali contenuti nei vangeli, è stato Reimarus, la cui opera mwdqgApologia degli adoratori razionali di Dio (mwdqkApologie oder Schutzschrift für die vernünftigen Verehrer Gottes), scritta tra il 1735 e il 1767/68, è stata pubblicata postuma da Lessing tra il 1774 e il 1778. Altri fondamentali contributi in tal senso sono David Friedrich Strauß, mwdqoVita di Gesù, 1835; Renan, mwdqsVita di Gesù, 1863. Sullo scarto tra vicende storiche e rappresentazioni letterarie un recente contributo è stato fornito, anche in relazione allo stato attuale della ricerca, da G.Gaeta, "Il Gesù moderno", Einaudi, 2009.
cite-note-180Nota 56. Tuttavia, il cosiddetto discorso del pane di vita di mwdramwdremwdriGv2,26-6,59, su mwdrmlaparola.net., che Giovanni colloca nella sinagoga di mwdrqCafarnao, è equivalente al resoconto dei sinottici circa l'mwdruEucaristia.
cite-note-188Nota 57. Ma 40 è una cifra simbolica giudaica, ricorrente nei testi biblici per indicare indefinitamente un lungo periodo.
cite-note-190Nota 58. Il più antico testo cristiano che riconosce la risurrezione di Gesù è mwdrwmwdr0mwdr41Cor 15,3-8, su mwdr8laparola.net., databile alla primavera del 56 (vedi mwdsaBibbia TOB, p. 2608). Tra i pronunciamenti ufficiali cristiani relativi alla risurrezione di Gesù, vedi il mwdseSimbolo niceno del 325 («καὶ ἀναστάντα τῇ τριτῇ ἡμέρᾳ», "e che è risorto il terzo giorno"), il 3° articolo della mwdsimwdsmConfessione augustana mwdsqprotestante del 1530, il 4° dei mwdsumwdsyTrentanove articoli di religione mwdscanglicana del 1562, il n. 631 del mwdsgmwdskCatechismo della Chiesa cattolica del 1992.
cite-note-191Nota 59. Questa ipotesi era sostenuta già in epoca apostolica dagli mwds0Ebrei (mwds4mwds8mwdtaMt28,11-14, su mwdtelaparola.net.), e in epoca contemporanea è stata ripresa da mwdtiReimarus (mwdtmFrammenti, libro II, 1862) e altri. mwdtqErnest Renan lascia aperta questa possibilità (mwdtuErnest Renan, mwdtyVita di Gesù, 1863, tr. it. 1994, p. 179).
cite-note-192Nota 60. Così David Friedrich Strauß (mwdtoVita di Gesù, 1835); mwdtsErnest Renan opta per questa possibilità (mwdtwErnest Renan, mwdt0Vita di Gesù, 1863, tr. it. 1994, p. 179: «Potenza divina dell'amore! momenti sacri, in cui la passione di un'allucinata risuscita un Dio al mondo!»).
cite-note-193Nota 61. Vedi in particolare mwdueMitra e mwduiAttis (così mwdumJames Frazer, mwduqmwduuIl ramo d'oro, 1911-1915, tr. it. 1992, pp. 408-413), ma anche mwduyDioniso e mwducOsiride.
cite-note-194Nota 62. Vedi p.es. mwdusHermann Samuel Reimarus, mwduwErnest Renan, mwdu0Albert Schweitzer, mwdu4David Friedrich Strauß.
cite-note-195Nota 63. Vedi p.es. mwdviKarl Barth, mwdvmRudolf Bultmann, mwdvqCharles Guignebert.
cite-note-196Nota 64. Vedi p. es. mwdvgErnst Käsemann, mwdvkEdward Schillebeeckx.
cite-note-197Nota 65. Vedi p.es. mwdv0John Dominic Crossan, mwdv4Giorgio Jossa, mwdv8Martin Hengel, mwdwaMorton Smith.
cite-note-201Nota 66. Per un elenco più completo e dettagliato dei dati considerati allo stato attuale fuori discussione dagli storici, cfr. mwdwqEd Parish Sanders, "Gesù la verità storica", Mondadori, 1995 (titolo originale, mwdwuThe Historical Figure of Jesus, 1993).
cite-note-204Nota 67. Vedi in particolare José Miguel Garcìa, mwdwoLa vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli, tr. it. Milano 2005.
cite-note-205Nota 68. Vedi p. es. mwdw4David Friedrich Strauß, mwdw8Charles Guignebert, mwdxaAlfred Loisy, mwdxeAmbrogio Donini, mwdxiMarcello Craveri, mwdxmAdolfo Omodeo, mwdxqPanfilo Gentile, mwdxuErnest Renan, mwdxyRudolf Bultmann. Vedi in merito la voce: mwdxcStoricità di Gesù.
cite-note-207Nota 69. Vedi p. es., nel passato, mwdxsVolney (francese, 1757-1820), Charles-François Dupuis (francese, 1742-1809), mwdx0Bruno Bauer (tedesco, 1809-1882), mwdx4Arthur Drews (tedesco, 1865-1935), mwdx8Prosper Alfaric (francese, 1886-1955), mwdyaRaoul Vaneigem (francofono belga, n. 1934). Vedi in merito la voce: mwdyeMito di Gesù. Da controllare se negazionisti: [[John Mackinnon Robertson]], [[Wilhelm Bousset]], [[Ferdinand Weber]], [[Paul-Louis Couchoud]] e [[Edouard Dujardin]].
cite-note-208Nota 70. Vedi mwdyuCatechismo della Chiesa cattolica, mwdyynn. 606-618; Confessione Augustana, art. 4.
cite-note-209Nota 71. Vedi mwdysmwdywmwdy0Gv1,29; 1Gv2,2;4,10, su mwdy4laparola.net. e in particolare l'espressione "mwdy8agnello di Dio" tipica dell'mwdzaApocalisse.
cite-note-210Nota 72. Vedi: mwdzqmwdzumwdzyEb2,17; 3,1; 4,14; 4,15; 5,5; 5,6; 5,10; 6,20; 7,3; 7,11; 7,15; 7,17; 7,21; 7,26; 8,1; 9,11; 10,21, su mwdzclaparola.net.
cite-note-211Nota 73. Vedi: mwdzsmwdzwmwdz0Eb 10,5; 10,10, su mwdz4laparola.net., dove la "volontà" del mwdz8Padre, compiuta da Gesù, esprime il superamento dei sacrifici stabiliti dalla legge mwdaamwdaemwdaiEb 10,1; Eb 10, 17, su mwdamlaparola.net..
cite-note-217Nota 74. Vedi: mwdacmwdagmwdakRm 5,14; 5,15, su mwdaolaparola.net., in particolare il rapporto fra la funzione salvifica della morte di Gesù fatto uomo e la trasgressione di Adamo, il primo uomo peccatore.
cite-note-225Nota 75. Proprio dal mwda4greco mwda8dokèin, "sembrare", proviene dunque il termine "docetismo".
cite-note-228Nota 76. Cfr. la condanna dell'mwdbmarianesimo da parte del mwdbqConcilio di Nicea (mwdbuDenzinger-Schönmetzer, n. 126).
cite-note-230Nota 77. una teoria simile è oggi sostenuta dai mwdbkTestimoni di Geova
cite-note-239Nota 78. Vedi mwdb0Chi è Gesù Cristo? Dio o uomo? mwdb4Archiviatomwdb8 l'8 marzo 2008 in mwdcaInternet Archivemwdce., «mwdcmLa Torre di Guardia», 15 settembre mwdcq2005: «[…] ci fu un tempo in cui Dio era solo. In un'epoca remotissima, però, Dio cominciò a creare. Quale fu la sua prima creatura? L'ultimo libro della Bibbia definisce Gesù "il principio della creazione di Dio" (mwdcuRivelazione mwdcymwdccmwdcgAp 3,14, su mwdcklaparola.net.). Gesù è "il primogenito di tutta la creazione". […] Gesù fu l'unico a essere creato direttamente da Dio. Per questo viene definito "unigenito Figlio" di Dio».
cite-note-240Nota 79. Cfr. la mwdc0dottrina sostenuta da mwdc4Ario nel mwdc8III-mwddaIV secolo.
cite-note-243Nota 80. Vedi: mwddqLibro di Mormon, mwddufrontespizio; mwddyLibro di Moroni, mwddc8,3.8. Vedi anche:mwddgIl Cristo Vivente. La testimonianza degli Apostoli, documento ufficiale della mwddkChiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
cite-note-251Nota 81. Ai sacramenti la tradizione mwdd0cattolica affianca i mwdd4sacramentali, pratiche di culto non da lui istituite.
cite-note-252Nota 82. Vedi mwdeiconcilio di Trento, mwdemDecreti di riforma, sessione XIII, cap. IV, "La transustanziazione" e mwdeqconcilio Vaticano I, mwdeuDefinizione della dottrina della fede cattolica e del primato e dell'infallibilità papale, sessione II, "Professione di fede".
cite-note-253Nota 83. Vedi mwdekconcilio di Costanza, mwdeoSentenza di condanna degli articoli di Giovanni Wicleff, sessione VIII.
cite-note-258Nota 84. A detta di molti, la Sindone è probabilmente l'oggetto più studiato al mondo. Vedi p.es. la voce: mwde4«Sindone di Torino», dallmwde8'mwdfaEnciclopedia del mwdfeCICAP.
cite-note-259Nota 85. Alcuni perciò hanno parlato della Sindone come di un «mwdfuPolaroid della risurrezione».
cite-note-262Nota 86. «Il punto è questo: l'intera Cristologia della Chiesa - l'intero complesso delle dottrine sul Figlio di Dio che morì sulla croce per salvare l'umanità dal peccato e dalla morte – è incompatibile col giudaismo e sicuramente in disaccordo con l'Ebraismo che l'ha preceduta»; cfr. Rayner, John D. mwdfkA Jewish Understanding of the World, Berghahn Books, 1998, p. 187. ISBN 1-57181-974-6. «Per un Ebreo, comunque, qualsiasi forma di mwdfsshituf equivale all'idolatria vera e propria. Non c'è quindi nessuna possibilità che un ebreo accetti Gesù come una divinità, come un mediatore o un redentore (messiah), o anche come un profeta, senza aver rinnegato il giudaismo»; cfr. Schochet, Rabbi J. Immanuel. mwdfw"Judaism has no place for those who betray their roots" mwdf0Archiviatomwdf4 il 24 novembre 2004 in mwdf8Internet Archivemwdga., mwdgiCanadian Jewish News, July 29, 1999.
cite-note-265Nota 87. Nel lemma «ʿĪsā», curato da mwdgcGeorges Chehata Anawati, su: mwdggEncyclopédie de l'Islam, oltre Bayḍāwī (mwdgkAnwār al-tanzīl wa-asrār al-taʾwīl), il dotto orientalista domenicano cita in proposito il mwdgosunnita mwdgshanafita Muḥammad Anwār Shāh al-Kashmīrī al-Hindī (mwdgwal-Taṣrīḥ bi-mā tawātara fī nuzūl al-Masīḥ, Aleppo, 1965)
cite-note-272Nota 88. Dopo il concilio di Efeso, nel 431, i mwdhanestoriani furono espulsi dall'Impero romano per finire prima in Persia, poi in Asia centrale e infine in Cina.
cite-note-273Nota 89. Luce Boulnois. mwdhqLa ruote de la soie. Genève, Olizane, 2001. Trad. it. mwdhuLa via della seta. Milano, Bompiani, 2005, pag.226. Questo recente studio della ricercatrice del Cnrs, specialista in "scambi transhimalayani", riporta riferimenti sul Cristianesimo in Asia centrale nel IV secolo.

Riferimenti

cite-note-31. Cfr. le seguenti fonti:mwdh0 mwdh4«JESUS. Jesus Christ (7–5 BCE – 30–33 CE) is the founder of the Christian religion.» mwdh8(DALE C. ALLISON, JR., mwdiaJesus in mwdieEncyclopedia of Religion, vol.7. New York, Macmillan, 2004, p.4843) mwdim mwdiq«Jesus (c. 4 B.C.E.–c. 30 C.E.) the founder of CHRISTIANITY.» mwdiu(Robert S. Ellwood. mwdiyJesus, in mwdicEncyclopedia of World Religion, New York, Facts on File, 2007, p.238) mwdik mwdio«Gesù di Nazaret. Chiamato comunemente anche Gesù Cristo, è il fondatore del cristianesimo.» mwdis(Romano Penna, in mwdiwDizionario delle religioni, a cura di Giovanni Filoramo, Torino, Einaudi, 1993, p.317) mwdi4 mwdi8«JESUS CHRIST [...], also called Jesus of Nazareth (b. c. 6 ), Judaea—d. c. 30 (Jerusalem), founder of the Christian faith and arguably the most important figure in the history of western civilization.» mwdja('Jaroslav Pelikan in mwdjeBritannica Encyclopedia of World Religion, 2006, p.568) mwdjiEnciclopedia Treccani mwdjqENCYCLOPÉDIE LAROUSSE mwdjy mwdjc«Gesù Cristo. Il fondatore del cristianesimo, nato a Betlemme...» mwdjg(mwdjkGesù Cristo in mwdjoDizionario delle religioni, a cura di John R. Hinnells, Padova, Franco Muzzo, 1984, p.132; è l'edizione italiana del mwdjsThe Penguin Dictionary of Religions con prefazione di Elèmire Zolla) mwdj0 mwdj4«Jesus (c. ...) the founder of Christianity.» mwdj8(mwdkaJesus in mwdkeThe Oxford Dictionary of Jewish Religion, Oxford, Oxford University Press, 1997 p.368) mwdkm mwdkq«JESUS (d. 30 C.E.), whom Christianity sees as its founder and object of faith, was a Jew who lived toward the end of the Second Commonwealth period.» mwdku(mwdkyJesus in mwdkcEncyclopaedia Judaica, vol.11. New York, Gale, 2007, p.246) mwdkk mwdko«Jesus of Nazareth (ca. 4 B.C.-A.D. 29), also known as Jesus Christ, was the central personality and founder of the Christian faith.» mwdks(mwdkwJesus in mwdk0Encyclopedia of World Biography, vol. 8. New York, Gale, 1998 p.251)
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Collegamenti esterni

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